
« Alla sua seconda prova di regia per lungometraggi, dopo “Altromondo”, Fabiomassimo Lozzi affronta con “Stare fuori” il tema dell’ amore assoluto, morboso, al confine con il patologico, quello dopo cui spesso non si riesce a sopravvivere».

“Un on the road ricco di folklore balcanico, incontri occasionali con artisti gitani, verità mai raccontate e tante domande circa la reale solidità di un’Unione, quella Europea, che un momento prima sembra esistere e l’istante dopo, due passi più in avanti, non esiste più”.

«Scritto e diretto da Lisa Romano, al suo esordio registico, ed ambientato a Siracusa, “Se chiudi gli occhi” è, negli intenti, una commedia noir con due protagoniste, due donne, Veronica e Sara che “affrontano la vita in modo bizzarro, ma mettendocela tutta, finendo per combinare mille casini”».

“I registi di questa piacevole avventura fra le onde, raccontano navigatori esperti, felicemente immersi, spesso da tutta una vita, in un viaggio nell’inconscio, in un confronto quotidiano con loro stessi, nell’inebriante solitudine che accompagna il sogno dell’Oceano”.

“Giovanna (Elisabetta Cavallotti) fa conoscenza con Massimo (Edoardo Leo), tassista di trent’anni molto provato dalla sua situazione familiare, con il quale instaura immediatamente un rapporto conflittuale destinato, però, ad approfondirsi”.

Magari le cose cambiano racconta, iniziando dal titolo, un fallimento, in quanto riprende quel modo di dire romano che si rifà ad una speranza di origine ancestrale ma che nei fatti raramente riesce a realizzarsi. Le cose stanno sicuramente cambiando ma
“Il regista Gianni Di Claudio, da anni uno dei punti di riferimento dell’indie abruzzese, realizza, questa volta, un’incursione nel genere fantasy, nonostante la sua innata predisposizione per il western (un esempio sono i suoi libri) e il cinema classico.”

“Intenso, toccante e potente come un pugno ben assestato al volto, il documentario diretto da Luca Gasparini e Alberto Masi trascina lo spettatore in un microcosmo popolato da anime irrequiete in cerca di un piccolo angolo di paradiso, lontano dal caos di una società che non risparmia niente e nessuno”.

«”Brokers – Eroi per gioco” è il primo film diretto per il grande schermo dal toscano Emiliano Cribari, poeta, scrittore e regista che i seguaci dell’home video conosceranno per i suoi lavori editi direttamente in dvd, dal mediometraggio “La ricreazione” (2004) all’autobiografico “Il bischero e il poeta” (2008).»

“Thierno Thiam, è un ragazzo senegalese che, con in tasca il diploma da sarto, decide di partire per l’Italia in cerca di fortuna nel campo della moda, per tornare a casa ricco e sposare Fatou, figlia del medico del villaggio.”

“Cinque storie dal punto di vista di quattro giovani dotati registi, affascinati dal mondo infantile. Luca, Alice, Paolo, Ciancià, Pietro sono bambini a tutto tondo, con le loro paure, le loro ansie di abbandono, le piccole gioie ed i loro costanti sogni di libertà.”

«“Il regista Pietro Germi definiva lo sceneggiatore Luciano Vincenzoni il falso bugiardo. Questo perché raccontava storie che sembravano proprio inventate, tanto erano stratosferiche, anche se alla fine risultavano assolutamente vere…”. Così dice Claudio Costa, regista del bel documentario “Il falso bugiardo”….»

«I cinesi così da vicino non si erano mai visti – commenta Riccardo Staglianò, che si schiera contro i luoghi comuni di cui è vittima questa comunità di immigrati – Il merito di Miss little China è soprattutto quello di far affiorare le emozioni dei cinesi in Italia con efficaci ed autentici primi piani».

Difficile raccontare una storia legata alle terribili esperienze dei rifugiati politici senza scadere nella spettacolarizzazione del diverso o nello sfruttamento sempre più cinico del registro patetico. Nel suo Liberi Nantes Football Club, progetto nato come serie tv (visibile ancora su RedTv) e poi diventato anche un documentario per il grande schermo, Francesco Castellani sembra aver raggiunto l’equilibrio giusto
«“Hanno cambiato faccia” di Corrado Farina appartiene ormai ad un cinema di genere italiano tanto rimpianto quanto lontano. Tra i film-simbolo del filone vampiresco made in Italy, pur avendo citazioni che spaziano da Murnau a Dreyer, in pochi minuti sposta l’attenzione dello spettatore sul piano sociologico, con la figura del vampiro sempre più modello di gabbia sociale.»

“Andiamo subito al punto: “Hanging Shadows” è veramente un gran bel documentario. Nulla da dire. Girato bene, grande professionalità, belle immagini. Paolo Fazzini ci ha davvero consegnato un prodotto di eccellente fattura. Ha dato anche il definitivo colpo di grazia alle nostre illusioni sul destino di un certo cinema italiano. L’argomento è quanto mai spinoso.”

“Di Leo, nelle sue intenzioni, cerca di costruire un’indagine sociologica sulla gioventù di strada milanese di fine anni Sessanta. La sua narrazione è il più possibile cruda ed essenziale, scarna di artifici ma con tagli espressionistici tali che sembrano infondere all’atmosfera del film i tratti tipici del fumetto. Un autore, quindi, dalla forte personalità e dalle idee molto chiare.”

“20 gennaio 1976, Padova. Massimo Carlotto, diciotto anni, si trova per caso vicino un’abitazione dalla quale si sentono urla strazianti che chiedono aiuto, entra nella casa sconosciuta e trova una donna uccisa. Decide di andare dalla polizia per testimoniare ciò che ha visto ma, suo malgrado, è accusato lui stesso dell’omicidio.”

“Daniele Vicari (Velocità massima e L’orizzonte degli eventi) è tornato nelle sale. Questa volta con un documentario. Ed ancora una volta è l’economia il motore della sua ricerca. Una ricerca che il regista ha intrapreso diversi anni fa e che oggi lo ha portato a ripercorrere i passi di Cesare Zavattini, il quale, negli anni Cinquanta aveva in mente un lavoro omonimo.”

«“Il metodo Orfeo”, giallo/horror diretto dal giovane Filippo Sozzi, non è altro che un omaggio all’antico cantore greco sceso negli inferi per riportare in vita l’amata Euridice, ma è anche l’affascinante sistema che i due protagonisti, un giovane scrittore ed una sua collega illustratrice, utilizzano come fonte di ispirazione per le loro opere.»