
Rivoluzionario sin dalla distribuzione Burma VJ non teme di sporcarsi le mani, anzi rimesta nella polvere come solo i più luridi spaghetti western con l’intento di lerciarsi alla stessa maniera in cui ha fatto e continua a fare la spietata dittatura Birmana.

«”Once” descrive l’incontro di due anime, di due cuori che si comprendono fino in fondo, un ragazzo di Dublino e una ragazza emigrata dalla Repubblica Ceca, entrambi con una grande e profonda passione per la musica».

«”Otto” è un non-morto, che redivivo si incammina verso Berlino in cerca di ‘vita’. Ed è qui che arriva la sua grande occasione: definire la non-vita, in una produzione indipendente di una regista tedesca, per ottimizzare il suo porno film sugli zombie».

“In una prigione futuristica situata nello spazio, un gruppo di scienziati conduce esperimenti su detenuti di massima pericolosità. La vita della stazione è garantito dal solo isolamento tra i due gruppi. L’equilibrio viene messo a dura prova dall’arrivo di un nuovo detenuto….”

“Dal 2001 negli Stati Uniti esiste un campeggio estivo per ragazzi davvero particolare. Si chiama “Kids on Fire” e si trova sulle rive del Devil’s Lake, nel North Dakota. A gestirlo è un pastore donna, Becky Fisher, che ogni anno raduna nel suo ‘tempio’ ragazzi di fede evangelica da un po’ tutti gli Stati Uniti”.

“Storie di pioggia, ovvero dell’incrociarsi di vite di diversa origine per le vie di Bruxelles, città attraversata nello spazio e nel tempo, perlustrata sentimentalmente e indagata con sguardo critico, somatizzata e interiorizzata, vissuta.”

“Il mondo di Jason Crigler si ferma di colpo, durante uno dei suoi concerti nei più celebri club di New York. Chitarrista affermato, già collaboratore di Norah Jones e di Martha Wainwright, è colpito da un’emorragia celebrare che lo trasporta in un altrove dal quale difficilmente si è in grado di ritornare verso la normalità.”

“Presentato già al Festival di Roma 2008, esce ora nelle sale, distribuito da Fandango, “Louise Michel”, lungometraggio francese che si radica in pieno nel movimentato stato d’agitazione e crisi cui il mondo del lavoro, e non solo quello, è oggi vittima ed insieme carnefice.”

“Guarda bene, da ambo le parti, altrimenti la vita ti potrebbe travolgere, o quanto meno stravolgere! Sembra parta con questa considerazione il primo lungometraggio di Sara Watt, già pluripremiata autrice di cortometraggi animati (“Small Treasures”, 1995), ed ora regista di questo “Look Both Ways”.”

“Werner Herzog ci accoglie nella sua casa di Wonderland Avenue, a Los Angeles. Qualcuno sta girando un documentario sui suoi giorni americani. Ma un altro progetto è in cantiere, parallelamente a questo pedinamento quotidiano dei suoi passi. Zak Penn, già sceneggiatore di grossi progetti hollywoodiani, e in questo caso anche nel ruolo di produttore, ha proposto al celebre regista tedesco un film che indaghi l’immaginario orbitante intorno al mostro di Loch Ness.”

The Bubble è il film che non ti aspetti su temi difficili: amore omosessuale, conflitto israelo-palestinese e lotta pacifista. Eytan Fox ne dà conto in un lavoro forse imperfetto, ma di impatto. Il regista israeliano offre in The Bubble una panoramica inusuale sulla vita giovanile di Tel Aviv, una città “normale” attorno a cui si scatena l’inferno quotidiano.

Pittura e cinema: due modi di raccontare per immagini, legati a doppio filo. Già nell’Ottocento, i pittori s’ingegnavano ad animare la tela con i “panorami”: vedute di paesaggi a 360°, montate su un supporto circolare e itineranti; meraviglie pre-tecnologiche a pagamento, con cui gli artisti, oltre a stupire, riuscivano a sbarcare il lunario.
Alicia vaga muta e silenziosa tra il Cile e la Bolivia, la natura è ora matrigna ora stupefacente. Nel viaggio nel paese delle (non) meraviglie il rumore dei suoi passi e del suo respiro affannoso si alterna ai ricordi dell’infanzia; alle manifestazioni tradizionali del suo villaggio. Ma che fa Alicia? No, non ha tempo per [...]
A due passi dall’inferno (il titolo originale è La campana del infierno) è uno dei pochi psycho-horror spagnoli veramente validi.

Tramas è un viaggio dentro la città di San Paolo vista dall’interno, anche attraverso chi la vive e abita ogni giorno. Augusto Contento – che si aggiudica con questa pellicola il premio come miglior regia all’ ultimo SulmonaCinema Film Festival – ce ne restituisce una visione costantemente mediata, nel senso di indiretta – perché continuamente subordinata a superfici più o meno trasparenti – e nel senso di (ri)prodotta attraverso svariati dispositivi.