7.CRUDO

Crudo di Irma Immacolata Palazzo

Una volta a settimana si incontrano a casa di un’eccentrica drag queen (interpretata da un’immensa Platinette), una piacente professoressa amante dei gatti (Gianna Breil, anche produttrice del film), un vigile urbano, un impegnatissimo uomo d’affari, un parcheggiatore abusivo e il sedicente marito della professoressa

happy days motel

Happy Days Motel

Il racconto delle solitudini di personaggi che si ritrovano in un motel, (non) luogo di passaggio dove continuare a macerarsi nelle proprie angosce

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France Odeon: “Aimer, boire et chanter” di Alain Resnais

“Aimer, boire et chanter”, l’ultimo film di Alain Resnais, scomparso a inizio marzo alla veneranda età di novantuno primavere, è stato presentato in anteprima nazionale a France Odeon. Resnais mette in scena una pièce teatrale, “Life of Riley”, del drammaturgo britannico Alan Ayckbourn, facendo di necessità virtù e trasformando i pochi mezzi a disposizione – dovuti ad un budget esiguo e risicato – in veri e propri punti di forza

Julia

Ravenna Nightmare: Julia di “Matthew A. Brown”

Forte di un incipit dall’impatto notevolissimo, “Julia” di Matthew A. Brown ci aveva fatto sperare che anche il prosieguo del racconto si rivelasse all’altezza, generando così un film di grande spessore. E invece buio pesto, principalmente a causa di una logica da “revenge movie” affrontata qui in maniera quantomeno bizzarra

Jamie Marks is Dead

Ravenna Nightmare: “Jamie Marks is Dead” di Carter Smith

Jamie Marks è morto. Viva Jamie Marks! Celebrazione di rapporti che vanno oltre la morte, il film di Carter Smith piega con una certa maestria gli elementi della “ghost story” ad atmosfere e situazioni tipiche del cinema “indie” statunitense. Un mood tipicamente da Sundance, volendo essere più specifici.

Ravenna Nightmare

Ravenna Nightmare: il Concorso Cortometraggi

Mentre nella capitale ci si apprestava alle ultime giornate del Festival di Roma, in un’altra città decisamente più piccola è ripartito di slancio l’appuntamento annuale col cinema dell’orrore, da intendersi nelle sue varie forme: parliamo ovviamente del Ravenna Nightmare

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Visioni Fuori Raccordo: “Fuoco Amico” di Francesco Del Grosso

Intorno a una storia vera così emblematica, nei suoi sviluppi drammatici e kafkiani, Francesco Del Grosso ha saputo costruire un andamento da “spy story”, per quanto sofferto. La tensione di cui si nutre il documentario è alimentata anche dalle musiche di Raffaele Inno, dal calibrato montaggio di Francesca Sofia Allegra e da una determinata impronta registica, orientata verso una dimensione estremamente realistica e mai artificiosa

Lucciole per lanterne

Visioni Fuori Raccodo: “Lucciole per lanterne” di Stefano Martone e Mario Martone

Nei giorni in cui in Italia si decideva tramite referendum se continuare o meno a tutelare l’acqua come bene comune, l’Enel comprava Endesa, la multinazionale dell’energia che dagli anni ’80 aveva ottenuto dal governo cileno di Pinochet il diritto di costruire una serie di grandi dighe tra le valli della Patagonia. È da questo paradosso che parte “Lucciole per lanterne” di Stefano e Mario Martone, ultimo dei film in concorso al Visioni Fuori Raccordo 2014

Dal profondo

Visioni Fuori Raccordo: “Dal profondo” di Valentina Pedicini

Dal profondo di Valentina Zucco Pedicini non è solo un film politico o di denuncia, ma, innanzitutto, una profonda riflessione sulla condizione umana, laddove lo sguardo si sofferma su una prospettiva che, smarcandosi dalla retorica della rivendicazione sociale, accompagna lo spettatore in un ‘viaggio’ in cui, parafrasando Celine, ‘la notte non termina’.

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Visioni Fuori Raccordo: “L’uomo sulla luna” di Giuliano Ricci

Giuliano Ricci, giovane film-maker nativo di Milano, con una pazienza quasi materna studia prima e scopre poi, come in un dipinto dal vero, le (im)perfezioni della vita nel cuore della Sardegna. E da alieno, quale è, lo fa entrando in punta di piedi, finendo poi “con molta fatica” nelle case e nei racconti della gente, delle donne

Brasimone

Visioni Fuori Raccordo: “Brasimone” di Riccardo Palladino

Brasimone di Riccardo Palladino, in concorso alla settima edizione del Visioni Fuori Raccordo, è un documentario raffinatissimo, contemplativo, in cui le immagini vengono giustapposte, attraverso un meticoloso lavoro di montaggio, in maniera tale da far emergere la memoria di un paesaggio, scalzando però la dimensione squisitamente cronologica, e favorendo, in tal modo, l’emergere di un flusso temporale – emotivo che abbraccia lo spettatore

ATLANTIS locandina

Visioni Fuori Raccordo: “Atlantis” di Massimo Ferrari

“Le civiltà nascono, crescono ed infine muoiono. Prepariamoci a questo. Atlantide non è mai esistita. È in ogni luogo”: Massimo Ferrari sceglie le parole di Pierre Benoit per aprire le porte della sua storia, una storia che non si limita a documentare ma che ricorda a chi guarda l’importanza di essere umani. Vivi. Ora.

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Visioni Fuori Raccordo: “La bella Virginia al bagno” di Eleonora Marino

La perdita dell’innocenza, della capacità di stupirsi, di meravigliarsi: “La bella Virginia al bagno” di Eleonora Marino, presentato in concorso alla settima edizione del Visioni Fuori Raccordo, segnala questo drastico mutamento antropologico, convocandoci a rivalutare il nostro atteggiamento all’interno di una tessuto sociale e umano che si è, in poco tempo, profondamente modificato

Animata Resistenza

Venezia 71: “Animata Resistenza” di Francesco Montagner e Alberto Girotto (Sezione classici – Leone d’Oro miglior documentario)

Quest’anno il Leone d’Oro Venezia Classici per il Miglior Documentario sul Cinema è andato all’opera Animata Resistenza di Francesco Montagner e Alberto Girotto, un documentario appassionato sulla vita e sulla figura del disegnatore Simone Massi, con importanti risvolti ‘politici’, sottaciuti da molta parte della critica

near death experience

Venezia 71: “Near Death Experience” di Benoit Delépine e Gustave Kervern (Orizzonti)

Probabilmente il progetto più fragile nella filmografia dei cineasti per le scelte registiche minimali, per la riduzione della narrazione a un monologo interiore e per aver affidato questi due punti a un protagonista non-straordinario, “Near Death Experience” è senz’altro l’opera più ardimentosa e affrancata da ogni logica di produzione, scrittura e distribuzione mai realizzata dal duo francese

Hill of Freedom

Venezia 71: “Hill of Freedom” di Hong Sang-soo (Orizzonti)

Un cinema delle possibilità, della casualità e della cronologia sfalsata quello del regista coreano Hong Sang-soo. Come nell’acclamato “The Day He Arrives”, in “Hill of Freedom” si parla di ritorni. Questa volta il tema del ritorno è strettamente legato all’idea dell’amore come ragione di spostamento e riformulazione di una vita nuova

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