Safe Neighborhood

34 Torino Film Festival: Safe Neighborhood di Chris Peckover (After Hours)

Film che spazia su più registri filmici, Safe Neighbornhood illustra bene, con un certo sarcasmo sadico, un cambio generazionale dove l’età anagrafica delle motivazioni sessuali o degli impulsi omicidi si abbassa sempre più, potenziato dallo sviluppo tecnologico accessibile ai nativi digitali e al web e ai social network ormai diventati terreno di confronto, crescita, scoperta, accesso immediato a qualsiasi tipo d’informazione

Hansen-Løve

34 Torino Film Festival: L’avenir di Mia Hansen-Løve (Festa Mobile)

Sia L’avenir che Elle possono annoverarsi tra le visioni di quest’anno assolutamente da non perdere. Isabelle Huppert le illumina ambedue, dando loro con il suo talento e la sua presenza scenica un forte temperamento e un’altrettanto penetrante intensità, senza dimenticare il fatto che sia Verhoeven sia Mia Hansen-Løve, l’uno nella sua collaudata esperienza, l’altra nella sua freschezza, svolgono intorno a questa donna sublime un perfetto lavoro di scrittura e di regia

Elle

34 Torino Film Festival: Elle di Paul Verhoeven (Festa Mobile)

Elle è un’opera con una sceneggiatura dalla narrazione ricca e piena di colpi di scena ben disegnati, con cui Paul Verhoeven riesce a produrre un gioiello per messa in scena e scelte cinematografiche, riuscendo a ottenere il massimo dalla direzione degli attori, su cui giganteggia una Isabelle Huppert in stato di grazia. Insomma, un film imperdibile

Un altro me

Un altro me di Claudio Casazza, film di apertura del Festival dei Popoli

Un altro me di Claudio Casazza è stato il film d’apertura della 57 ma edizione del Festival dei popoli in corso in questi giorni a Firenze. Il lungometraggio di Casazza è il resoconto filmato di un anno di lavoro svolto da un equipe di psicologi, criminologi e terapeuti impegnati nel recupero di detenuti condannati per reati sessuali la cui finalità è quella di evitare l’eventualità di ulteriori ricadute

Maquinaria Panamericana

34 Torino Film Festival: Maquinaria Panamericana di Joaquin Del Paso (Torino 34 – Concorso)

Joaquin Del Paso, al suo primo lungometraggio di finzione (alle spalle molti cortometraggi e un documentario), sceglie di trattare un tema attuale, come quello della perdita del lavoro improvvisa, mettendo in scena la crisi del lavoro e dell’industria manifatturiera, con uno stile documentaristico. Anche se a volte la messa in serie non determina un ritmo coerente con lo sviluppo diegetico, Maquinaria Panamericana risulta essere un film di un certo gusto e originalità

Justin Kelly

34 Torino Film Festival: King Kobra di Justin Kelly (After Hours )

Piuttosto apprezzabile, tirando le somme, il lavoro di Justin Kelly, che, sfruttando al meglio le risorse che aveva a disposizione, è riuscito a confezionare un prodotto godibile dal gusto amaro, dispensante un senso di inquietudine che auspicabilmente possa sensibilizzare e far riflettere su qualcosa di non sempre così ovvio.

Live Cargo

34 Torino Film Festival: Live Cargo di Logan Sandler (Festa Mobile)

L’opera prima del giovane regista Logan Sandler giunge nella sezione Festa Mobile del 34° Torino Film Festival direttamente dalla rassegna cinematografica newyorkese di Tribeca di quest’anno. E possiamo anche capire la fascinazione visiva provocata da questo tipo di film, ma restiamo perplessi e dubbiosi sulla qualità del suo contenuto

silence

MedFilm Festival 2016: Silence di Chadi Aoun

Questo breve film d’animazione, intercettato al MedFilm Festival 2016, approccia tecniche e stili di disegno differenti per affrescare una distopia potente, una sorta di grido disperato che attraversa di slancio terre mediorientali qui stilizzate ma ben riconoscibili, contrapponendo le forze sane del mondo arabo (e in particolare quelle nuove generazioni, che sognano già una vita diversa) alle crudeli tirannie che invece impongono diktat religiosi o d’altra natura, reprimono qualunque forma di dissenso, torturano, uccidono.

Les derniers parisiens

34 Torino Film Festival: Les derniers parisiens di Mohamed «Hamé» Bourokba ed Ekoué Labitey (Torino 34 – Concorso)

Bourokba e Labitey in Les derniers parisiens raccontano il mondo degli immigrati, di quella nazione francese composta da cittadini delle ex colonie africane, che cercano di sopravvivere con piccoli espedienti. La rappresentazione di un mondo che non è marginale, ma appare sempre più la porzione di popolazione più ampia all’interno di un paese che deve fare i conti con l’integrazione multiculturale e i flussi migratori

Lav Diaz

34 Torino Film Festival: A Lullaby To the Sorrowful Mystery di Lav Diaz (Festa Mobile)

Questa volta, quel gigantesco autore che è sempre stato e che continua ad essere Lav Diaz sceglie la storia del suo paese (che ci appare palese e inequivocabile quanto gli stia infinitamente a cuore) quale soggetto di questa ennesima dimostrazione della sua straordinaria capacità di percorrere con grazia smisurata le corde del fortunato spettatore che non si fa spaventare dalla forma apparentemente ostica che caratterizza le sue opere

The Love Witch

34 Torino Film Festival: The Love Witch di Anna Biller (After Hours)

Anna Biller, autrice nel senso completo del termine, si cimenta in un tour de force visivo di gusto pop, con richiami al cinema di genere degli anni ‘60 più di gusto televisivo che cinematografico, con costumi sgargianti, scenografie barocche e una fotografia con colori saturi, sovraesposti, materici, dove domina il rosso, il giallo, il bianco e il nero.

Sam Was Here

34 Torino Film Festival: Sam Was Here di Christophe Deroo (After Hours)

Christophe Deroo mostra qualche dote nella messa in scena e nell’utilizzo della macchina da presa, ma è ancora acerbo nel creare tensione e deve ancora molto al cinema di John Carpenter (dalla colonna sonora, alla scenografia desertica, alla folla di uomini senza volto, agli ambienti chiusi dove Sam si muove e lotta) e al primissimo Spielberg, quello di Duel

Ma’ Rosa

34 Torino Film Festival: Ma’ Rosa di Brillante Mendoza (Festa Mobile)

Ancora una grande proposta della sezione Festa Mobile di questo TFF 2016, che quest’anno sta regalando non poche soddisfazioni, Ma’ Rosa è un’opera che può anche risultare sfiancante, estenuando lo spettatore nel suo essere ossessivamente insistente e in qualche modo claustrofobia, ma vale decisamente la pena immergervisi e goderne la visione.

Pyromanen

34 Torino Film Festival: Pyromanen di Erik Skjoldbjaerg (After Hours)

Pyromanen è il nuvo thriller del regista norvegese Erik Skjoldbjaerg, conosciuto al pubblico per il suo più famoso film precedente Insomnia, da cui poi Christopher Nolan fece un remake in salsa hollywoodiana. Pyromanen è un’opera disturbante che riesce a creare, più che tensione, un continuo disagio durante la visione, portando lo spettatore a sentirsi monade come i personaggi che si muovono all’interno della realtà filmica

Avant les rues

34 Torino Film Festival: Avant les rues di Chloé Leriche (Torino 34 – Concorso)

La Leriche ha uno sguardo attento ai suoi personaggi, con una sceneggiatura equilibrata fondata su un soggetto originale forte e interessante, uno sguardo naturalistico e al contempo poetico, dove la presenza della macchina da presa si sente e la metafora di un lungo canto indiano delle gesta di un giovane della tribù Atikamekw è resa in modo preciso, raccordando contenuto e forma. Il primo film veramente interessante del concorso del 34° Torino Film Festival

Ta ‘ang

34 Torino Film Festival: Ta ‘ang di Wang Bing (Doc/Fuori Concorso)

Dopo la presentazione alla Berlinale, arriva anche al Torino Film Festival Ta ‘ang, ultima preziosa fatica di Wang Bing. Con la consueta poetica dello sguardo che lo contraddistingue e la maestria con la quale riesce a fotografarli e a coglierne l’essenza più profonda, il cineasta cinese ci introduce ancora una volta in uno dei tanti mondi che ha scelto di esplorare e di regalarci l’onore di visitare da un punto di vista così privilegiato

Sion Sono

34 Torino Film Festival: Antiporno di Sion Sono (After Hours)

Sion Sono effettua con questo suo ultimo eccezionale lavoro un’operazione di straordinaria sensibilità e di una profondità commovente, che soltanto un autore abbastanza instabile e fuori dalle righe, squilibrato e meravigliosamente libero come lui, poteva rendere con tanta potenza ed efficacia, canalizzando elementi di una violenza estrema e a tratti difficile da sostenere attraverso la sua stravagante eccentricità

Sully

34 Torino Film Festival: Sully di Clint Eastwood (Festa Mobile)

Sully è soprattutto un film sullo spazio e sul tempo: lo spazio della città di New York con la sua skyline, ma anche con le geometrie regolari delle sue strade invernali, mentre la macchina da presa segue Tom Hanks che corre solitario. Uno spazio in cui si racchiude l’evento imprevisto da affrontare, una geografia che solo un uomo di esperienza e conoscenza può gestire

Lady Macbeth

34 Torino Film Festival: Lady Macbeth di William Oldroy (Torino 34 – Concorso)

Lady Macbeth possiede sì lo scheletro del dramma, ma costantemente intramezzato da gustosi e sarcastici siparietti da black comedy inglese (La famiglia omicidi, 2005) o watersiana (La signora ammazzatutti, 1994) coadiuvati dall’ottima e indovinata Florence Pugh: pelle candida, occhi cerulei, tratti burrosi, lingua tagliente, mente diabolica. Un mix incantevole che diventa fatale

Jesus

34 Torino Film Festival: Jesus di Fernando Guzzoni (Torino 34 – Concorso)

Alla sua opera seconda, il cileno Fernando Guzzoni mette in scena il dramma intimo di un ragazzo che è metonimia di un’intera generazione e lo confronta con la figura paterna in un mondo stanco, vuoto, ripetitivo. Se gli intenti appaiono di un certo interesse, la pellicola denuncia dei grandi limiti riducendosi a essere derivativa di tutto un certo cinema del malessere sociale giovanile americano tipico di questi anni (pensiamo ai film di Gus Van Sant oppure a quelli di Larry Clark) che non aggiunge nulla

Lao Shi

34 Torino Film Festival: Lao Shi di Johnny Ma (Festa Mobile)

Forse evidenti alcune pecche di immaturità nell’esordio al lungometraggio del regista cinese Johnny Ma, ma per quanto acerbo e a tratti grossolano, Lao Shi, presentato al TFF nella sezione Festa Mobile, possiede comunque delle caratteristiche proprie che gli conferiscono un’identità non priva di una certa forza

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MedFilm Festival: Ailleurs di Othman Naciri

Il primo blocco di cortometraggi del MedFilm Festival 2016 nel quale ci siamo imbattuti, martedì 8 novembre, ci ha regalato almeno un paio di perle. La visione che ci ha più emozionato è stata senza dubbio quella di Ailleurs, opera del cineasta marocchino Othman Naciri.

paranormal

Ravenna Nightmare: Paranormal Drive di Oleg Asadulin

Se per il primo dei due titoli russi nei quali ci siamo imbattuti all’ultimo Ravenna Nightmare, Tragedy at Rodger’s Bay, avevamo avuto solo parole di elogio, riguardo all’altro non ci possiamo purtroppo ripetere: per quanto arrivi ad essere persino godibile nella sua sconclusionata sarabanda di emozioni e spaventi, Paranormal Drive perde un po’ troppo spesso la rotta, rivelandosi strada facendo sempre più derivativo, incoerente, pieno di effettacci fini a se stessi,

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