Emir Kusturica

73 Festival di Venezia: On the milky road di Emir Kusturica (Concorso)

Un coacervo improponibile e cacofonico di elementi di avanzo del suo cinema, utilizzati molto meno abilmente e senza l’ombra dell’energia e del mordente dimostrati in passato. Purtroppo è inevitabile parlare con tanta asprezza del nuovo lavoro di Emir Kusturica, presentato in concorso alla 73esima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia.

Federica Di Giacomo

73 Festival di Venezia: Liberami di Federica Di Giacomo (Miglior Film – Orizzonti)

Colpisce l’ostinazione di Federica Di Giacomo, che dopo tre anni di intenso lavoro è riuscita nel titanico tentativo di preservare lo statuto ontologico di una realtà per lo più celata allo sguardo e che chiedeva di essere esibita con grande pudore. Il dinamismo della macchina da presa di Federica Di Giacomo sorprende davvero, laddove riesce, nonostante la prossimità alle persone e agli eventi, a mantenere il necessario distacco per non influenzare lo spettatore, pur trascinandolo nel cuore dell’azione

Končalovskij

73 Festival di Venezia: Paradise di Andrej Končalovskij (Leone d’Argento)

Sceglie la via dell’intervista immaginaria Andrej Končalovskij, per proporre la sua elaborazione di quello che è uno dei temi più rappresentati dal cinema. E per questo motivo, probabilmente già parte svantaggiato, nel senso che sarebbe stato necessario realizzare qualcosa di davvero originale per non cadere nel cliché e per destare entusiasmo, trattando ancora una volta dell’olocausto

Orecchie

73 Festival di Venezia: Orecchie di Alessandro Aronadio (Biennale College)

“Come si fa ad essere felici in un mondo come questo?”, si chiede il protagonista di Orecchie. Per avere delle risposte soddisfacenti, bisogna fare delle domande giuste. Ed è proprio questo il grandissimo merito di Alessandro Aronadio: l’aver saputo meravigliosamente fotografare il dilemma di un’epoca con un’onestà intellettuale sorprendente, rinunciando alle rigide prospettive in cui troppo spesso ci si nasconde

Bruno Bozzetto

73 Festival di Venezia: Bozzetto non troppo di Marco Bonfanti (Venezia Classici)

Bruno Bozzetto è il protagonista indiscusso di Bozzetto non troppo, documentario di Marco Bonfanti sul famosissimo illustratore che ha accompagnato generazioni di bambini con i suoi cartoni animati. L’artista non vuole essere definito “attore”, «non lo sono e non lo sarò mai», e nemmeno “maestro”, seppur sia stato – come lo è tutt’ora – esempio di pregio per gli artisti di tutto il mondo

Lav Diaz

73 Festival di Venezia: The woman who left di Lav Diaz (Concorso)

Si conferma un poeta capace di straordinaria potenza visiva ed evocativa Lav Diaz, che, con il suo meraviglioso The woman who left, presenta uno degli ultimi film in concorso alla 73esima Mostra Cinematografica di Venezia, rientrando immediatamente tra gli autori più meritevoli della sua sezione e candidandosi a pieno titolo al Leone d’Oro

The Bad Batch

73 Festival di Venezia: The Bad Batch di Ana Lily Amirpour (Concorso)

Dopo A Girl Walks Home Alone at Night, quell’onirico, originale e libero debutto alla regia di Ana Lily Amirpour salutato dalla stessa come “il primo vampire-western iraniano”, erano alte le aspettative e la curiosità di capire quale direzione avrebbe imboccato il suo cinema. La risposta a tanta attesa è arrivata con The Bad Batch, film splatter e cannibal-exploitation che strizza l’occhio a Tarantino e presentato in concorso a Venezia 73

Nick Cave

73 Festival di Venezia: Nick Cave – One more time with feeling di Andrew Dominik (Fuori Concorso)

“Tutto avviene contemporaneamente; passato presente e futuro accadono insieme.” È affascinato da questo aspetto del tempo Nick Cave, una delle figure artistiche più emblematiche, tormentate e carismatiche del nostro tempo, uno degli ultimi poeti rimasti, che viene ritratto in occasione dell’uscita imminente del suo nuovo album, Skeleton tree, nello splendido e commovente documentario di Andrew Dominik

Voyage of Time

73 Festival di Venezia: Voyage of Time di Terrence Malick (Concorso)

«Ho paura e ansia», si presenta così l’incipit di uno dei film più attesi del festival. Il progetto di Malick, concepito fin dai tempi di The Tree of Life (2011) è passato finalmente attraverso la luce del proiettore. La voce di Cate Blanchett ci accompagna alla (ri)scoperta della Vita nell’ultimo lavoro di Terrence Malick, Voyage of Time, presentato in Concorso

La region salvaje

73 Festival di Venezia: La region salvaje di Amat Escalante (Concorso)

L’ultimo lavoro di Amat Escalante, La region salvaje, è senza dubbio una delle proiezioni meno rassicuranti di questo concorso ad oggi ancora poco sorprendente. Il vincitore del premio cannense al miglior regista per Heli costruisce una storia di stampo realista sull’omofobia e le relazioni disfunzionali stravolta da un twist fantascientifico

Assalto al cielo

73 Festival di Venezia: Assalto al cielo di Francesco Munzi (Fuori Concorso)

Tre movimenti – operaio, studentesco e lotta armata – scandiscono il documentario Assalto al cielo, ultimo lavoro di Francesco Munzi, già presente al Lido nel 2004 con Samir (vincitore del Premio Opera Prima Luigi De Laurentiis) e nel 2014 con Anime nere. Attraverso un lavoro di ricerca archivistico molto curato, Munzi ha voluto prendere in esame il periodo storico che l’Italia e i suoi cittadini hanno vissuto tra 1967 e il 1977

Fien Troch

73 Festival di Venezia: Home di Fien Troch (Orizzonti)

Chi l’ha detto che la giovinezza è l’età più bella della vita? Home conferma la domanda in pieno. L’adolescenza è un periodo terribile. Fien Troch ha davvero diretto bene i suoi attori, in primis i ragazzi, in un non detto che dà forza più delle parole. Tutta la fragilità, l’incapacità di esternare le proprie emozioni, un silenzio carico di paura nel non trovare le parole adatte, nel non volerle usare, non saperle usare

El ciudadano ilustre

73 Festival di Venezia: El ciudadano ilustre di Mariano Cohn e Gustav Duprat (Concorso)

Ottimo ingresso, direttamente in concorso alla 73esima Mostra di Venezia, per gli argentini Mariano Cohn e Gustav Duprat, che al loro quarto lungometraggio, con una commedia brillante e amara allo stesso tempo, si rivelano oggi la sorpresa del festival, ma per chi già aveva avuto il piacere di incontrare i loro lavori precedenti, si confermano due autori decisamente interessanti e di notevole personalità

The Young Pope

73 Festival di Venezia: The Young Pope di Paolo Sorrentino (Fuori Concorso)

Scritto dallo stesso regista insieme a Umberto Contarello, Tony Grisoni e Stefano Rulli per un totale di 10 episodi che usciranno in Italia a ottobre su Sky, The Young Pope è una co-produzione internazionale tra Italia, Regno Unito, Stati Uniti, Francia e Spagna che richiama alla mente gli intrighi di palazzo e le figure sardoniche e senza scrupoli di House of Cards. Un giornalista di Indiewire lo ha già brillantemente ribattezzato “House of Cardinals”

Safari

73 Festival di Venezia: Safari di Ulrich Seidl (Fuori Concorso)

In Safari, documentario presentato quest’anno Fuori Concorso al Lido, Seidl si confronta con una tematica ostica e controversa, la caccia. Tedeschi e austriaci si recano in Africa per uccidere giraffe, zebre, bufali e gnu e farne un trofeo. Quello che l’impassibile e ironico Seidl mostra è l’atto della caccia, le motivazioni del cacciatore, le sue emozioni, la barbarie subite dall’animale, e ancora il rapporto tra ‘uomo bianco’ e ‘uomo nero’

Brimstone

73 Festival di Venezia: Brimstone di Martin Koolhoven (Concorso)

La misoginia e la religione risultano ancora indissolubilmente legate nel XXI secolo. Martin Koolhoven ce lo ricorda nel concorso elaborando con Brimstone un western da lui definito soprattutto olandese, frutto di una formazione calvinista e della maturità vissuta in un paese protestante. La pellicola mette in scena una vicenda di una crudeltà artificiosa nell’accanimento di orrore a cui è sottoposta Liz, incarnata da una matura interpretazione di Dakota Fanning

Kim Ki-duk

73 Festival di Venezia: The net di Kim Ki-duk (Cinema del Giardino)

Dispiace dirlo ma appare piatto, fiacco, l’ultimo sforzo di Kim Ki-duk, presentato all’inaugurazione della sezione Cinema del Giardino di questa 73esima Mostra di Venezia, privo del vigore, della grazia e dell’estro che hanno sempre contraddistinto un regista che purtroppo negli ultimi anni sembra essersi adagiato su un livello molto inferiore rispetto alle vette cui ci ha abituato

Makhmalbaf

73 Festival di Venezia: Shabhaye Zayandeh – rood di Mohsen Makhmalbaf (Venezia Classici)

L’apertura di Venezia Classici e delle pellicole restaurate che hanno fatto la storia del cinema nella lucente sala rossa, il Giardino, nuovo fiore sbocciato al lido dal buco di amianto in bella vista nel passato, questa edizione ha omaggiato una delle straordinarie figure cinematografiche dell’Iran, Mohsen Makhmalbaf, icona artistica di una libertà espressiva e visiva portata avanti con coraggio e determinazione, fino al sofferto e inevitabile auto esilio in Europa

Through the Wall

73 Festival di Venezia: Through the Wall (Un appuntamento per la sposa) di Rama Burshtein (Orizzonti)

L’assenza di libertà di scelta personale della donna, i conflitti tra emozioni e regole sociali, tra desideri e osservanza delle imposizioni, la restrizione dello spettro delle possibilità a una sola opzione, accadono a Tel Aviv nell’ambiente ortodosso, proprio accanto a quel mondo secolarizzato da cui non lasciano contaminarsi. Con Through the Wall Rama Burshtein torna a esplorare una figura femminile di fede ortodossa cambiando radicalmente registro

Nocturnal animals

73 Festival di Venezia: Nocturnal animals di Tom Ford (Concorso)

Tom Ford, il creativo della moda che ha ormai anche casa nel cinema, porta in Concorso una riflessione capace di reggersi in piedi senza se e senza ma. Seconda pellicola, della maturità quasi raggiunta, questo Nocturnal animals, mondo a due dimensioni sia materiali che spirituali, confronto tra l’essere in potenza e l’essere in atto, tra la realtà e l’utopia, tra forza e debolezza nel mondo animale degli umani che Ford non ci fa mai dimenticare. Sin dalle prime visioni del patinato mondo dell’arte in cui veniamo gettati

El Cristo ciego

73 Festival di Venezia: El Cristo ciego (The Blind Christ) di Christopher Murray (Concorso)

El cristo ciego, opera prima del cileno Christopher Murray ha portato una ventata insolita tra le (numerose) produzioni hollywoodiane presenti alla kermesse veneziana. La passione di Cristo, tema ormai abusato nell’ambito del cinema, viene ritrattata dal regista cileno con un accenno all’ottica pasoliniana: paesaggi desertici, polverosi, sciatti, decadenti; volti dei personaggi ripresi in primo piano che risultano veri, sofferenti, sporchi, genuini

Sao Jorge

73 Festival di Venezia: Sao Jorge di Marco Martins (Orizzonti)

Presentato in seconda giornata nella sezione Orizzonti di questa 73esima Mostra di Venezia, Sao Jorge è il quinto lungometraggio del portoghese Marco Martins, che si conferma un autore interessante e da tenere in considerazione. Sao Jorge è un film di buona fattura, sincero, capace di affrontare un discorso ampio concernente una realtà non facile da rappresentare e non necessariamente appetibile per lo spettatore, attraverso la verità e l’autenticità dei vissuti di chi ne è parte integrante

Prevenge

73 Festival di Venezia: Prevenge (Sic) e Hounds of love (Giornate degli Autori)

Prevenge, film di apertura della Settimana della Critica, e Hounds of love, scovato nelle Giornate degli autori, tengono ferma l’asticella sulla sottomissione- subordinazione del femminile al maschile sociale, politico, economico: una legge di natura apparente (visto che la donna è il sine qua non per la continuazione della specie), che anche nei paesi occidentali pare eterna nei secoli dei secoli

Arrival

73 Festival di Venezia: Arrival di Denis Villeneuve (Concorso)

Arrival del talentuoso regista canadese Denis Villeneuve, consacrato all’attenzione internazionale dai thriller Prisoners e Sicario e già apprezzato per il magnifico e spiazzante La donna che canta, si inscrive in quella letteratura di “incontri ravvicinati del terzo tipo” che fa capo alla ‘positività’ di Spielberg

Derek Cianfrance

73 Festival di Venezia: The light between oceans di Derek Cianfrance (Concorso)

Lasciando da parte Douglas Sirk, Raffaello Matarazzo e in tempi più recenti Pedro Almodóvar, lo statunitense Derek Cianfrance (classe 1974) ha confezionato un melodramma letterario in piena regola, tratto dall’omonimo romanzo di Margot L. Stedman. È grazie alle prove di Michael Fassbender, Alicia Vikander e Rachel Weisz che l’opera di Cianfrance trova il suo vero essere, nulla di più

La La Land

73 Festival di Venezia: La La Land di Damien Chazelle (Concorso)

Dopo un esordio tutt’altro che silenzioso, che pur non essendo esente da difetti, non è certo passato inosservato (Whiplash, 2015), Damien Chazelle apre la 73esima Mostra Cinematografica di Venezia in grande stile, firmando un musical travolgente nel quale cinema, danza e musica confluiscono con una forza prorompente in un’unica direzione, conquistando e riuscendo più volte a commuovere anche lo spettatore più lontano dal genere

the last glow

36. Fantafestival: i lavori fantascientifici di Armando Basso e Fabio Salvati

Un’anomala serata estiva in cui l’afa romana è stata sopraffatta dal vento freddo è stata la cornice dell’anteprima di due lavori fantascientifici diretti da Armando Basso e Fabio Salvati: The last glow e The great journey. Diciassette minuti il primo e trentasei minuti il secondo, hanno trascinato il pubblico del Fantafestival in un universo molto lontano che tuttavia presenta analogie inquietanti con i vizi presenti nella nostra società

Ma vie de courgette

69 Festival di Cannes: Ma vie de courgette di Claude Barras (Quinzane des Realisateur)

Altra rivelazione dalla Quinzane des Realisateurs di Cannes, che quest’anno è stata decisamente ricca di sorprese positive, a partire dall’afgano Walf and sheep, passando per i nostrani Virzì, Giovannesi e Bellocchio, continuando con il cinema sudamericano del Poesia san fin di Alejandro Jodorowsky e culminando nel gigantesco Neruda di Pablo Larrain, Ma vie de courgette rappresenta uno splendido esempio del valore e della poesia che si possono riscontrare nel cinema di animazione, nel quale la Francia si sta dimostrando sempre più prolifica e talentuosa negli ultimi anni

Aquarius

69 Festival di Cannes: Aquarius Kleber Mendonça Filho (Concorso)

Passato in concorso al 69 Festival di Cannes, il lungometraggio del giovane regista brasiliano, alla sua seconda prova (autore in passato anche di un documentario e di una serie di cortometraggi), si cimenta con le vicende di Clara (Sonia Braga) donna volitiva e con grande carattere, critica e saggista musicale in pensione, che vive nel condominio Aquarius, ormai svuotato e acquistato da un’azienda di costruzione che vorrebbe compiere una speculazione edilizia a Recife

Julieta

69 Festival di Cannes: Julieta di Pedro Almodóvar (Concorso)

C’è chi è rimasto deluso dall’ultimo film di Pedro Almodóvar, presentato a Cannes nella sezione del concorso ufficiale. Il film non convince del tutto ma commuove ed appaga il senso estetico di chi lo vede, grazie ad una confezione stupenda (immagini, abiti, colori, musica) ed all’interpretazione di attori convincenti

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