
Dotato di una trama complessa, ma ben sviluppata, “The Reluctant Fundamentalist” è un tentativo di analisi abbastanza approfondito di due mondi, quello americano e quello islamico, caratterizzati dai loro pregiudizi e preconcetti. Il motore che avvia il terrorismo non è altro che quello che avvia il capitalismo americano; entrambi sono insediati da un fondamentalismo estremo

Luminosa e sapiente, la regia di questa pellicola rimanda un’immagine quotidiana e quasi familiare dell’Algeria, nella quale, però, molti giovani si sentono stretti dalle proibizioni e dalle scarse opportunità di lavoro, oltre che da un controllo sociale ritenuto anacronistico

Only one man: un uomo solo ed una barca a vela, ed il film è servito. La trama di “All is lost”, l’ultima pellicola di J.C. Chandor (regista noto per “Margin Call”) interpretata da un magnifico Robert Redford è più o meno questa

Nonostante la relativa lentezza dell’azione, la pellicola scorre, e si resta avviluppati da una storia niente affatto banale che accosta, su due livelli paralleli, tratti di racconto contemporaneo ad una trama più complessa e tragica

Il film, ispirato ad una storia vera, ha un ritmo serrato, da thriller, ed immagini stupende, girate in una luminosa Patagonia, dagli orizzonti infiniti. Lucía Puenzo torna a Cannes dopo i successi già ottenuti nel 2007 con il film “XXY” che le era valso il Grand Prix della Semaine de la Critique ed un Premio Goya.

Una storia torbida e piena di non detti (troppi), quella del film Les Saluads, diretto da Claire Denis (divenuta nota a livello internazionale con “Chocolat” nel 1988), la regista francese cresciuta in Africa, che ha lavorato con Costa-Gavras, Jarmusch e Wenders, e che studia nei suoi film le tensioni interculturali, la diversità ed i conflitti familiari

La mancata attribuzione di premi ai film italiani di Sorrentino e della Golino ha fatto brillare di una luce ancora più forte il doppio premio attribuito dalla 52esima Semaine de la Critique al nostrano ed indipendente “Salvo”, debutto di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, vincitore sia del Grand Prix 2013, con una giuria presieduta dal regista portoghese Miguel Gomes, sia del Prix Révélation, assegnato dalla giuria diretta da Mia Hansen-Løve

La forza e la vitalità del cinema curdo vengono alla luce con tutta evidenza anche a Cannes, nella sezione Un Certain Regard, con un delizioso cowboy movie sui generis, “My sweet Pepper Land”, girato dal regista kurdo-irakeno Hiner Saleem e prodotto da Robert Guédiguian, un vero e proprio inno alla libertà, politica, religiosa, individuale.

Il profondo Sud dell’America, descritto da Faulkner nei suoi tanti romanzi, trova una delle sue rappresentazioni più oscure e complesse in un lavoro meno noto (ai più) del 1930, “As I Lay Dying”, cui è ispirato il film omonimo selezionato a Cannes 2013 nella sezione Un Certain regard, diretto ed interpretato dal bravo James Franco

Tratto da una novella dell’Ottocento, opera dell’autore tedesco Heinrich von Kleist, basata su una storia vera (o presunta tale) accaduta ad Hans Kohlhase nel XVI secolo, il film “Michael Kohlhaas”, del regista francese Arnaud des Pallières, ha concorso per la palma d’oro a Cannes 2013

…..un filmone, molto ben confezionato (stupenda la fotografia di Darius Khondji e l’atmosfera del Lower East Side nella Manhattan degli Venti), con una storia solida ma già vista, che tocca punte di grande cinema e momenti decisamente noiosi

La descrizione di un ambiente artistico, smodato e in parte distruttivo, l’esplicito riferimento all’amore gay, con scene di sesso libero e l’accenno all’AIDS, danno il senso di un film che racconta, oltre ad un biopic tra realtà e fantasia, un’epoca intera

Torna Jim Jarmusch sugli schermi di Cannes ed è subito sogno, mistero, bellezza

Venus in Fur – la ‘satira del sessismo’ tra arte e realtà

Con La vie d’Adèle, chapter 1 e 2 (Blue is the warmest colour) Abdellatif Kechiche dà forma all’assoluto di eros e sentimento in un ritratto visivamente ed emotivamente impareggiabile e dirompente .

Manuscripts don’t burn – La censura non può annientare il pensiero

La Juala de Oro, primo lungometraggio di Diego Quemada – Diez, si candida ad una Camera d’Or (premio per l’opera prima) che spero possa portarsi a casa. una storia di formazione tra le più toccanti e crude a cui mi sia stato dato di assistere.

Stop the Pounding Heart – Cinema e Verità nello sguardo di Minervini

Nebraska – Un road movie sul viale del tramonto avaro di forti emozioni

Bella opera prima dentro Un certain regard, la pellicola di Chloé Robichaud fa della corsa il territorio mentale di una giovane anima in crescita.