vinil

SoundScreen Film Festival: Vinylmania di Paolo Campana

Nell’effervescente selezione del SoundScreen Film Festival ravennate ha trovato spazio anche un omaggio vibrante e sentito alla cultura del vinile. Ci riferiamo ovviamente al bel documentario datato 2012 di Paolo Campana, Vinylmania, che a Ravenna è stato recuperato per la sezione Panorama.

Belgica

SoundScreen Film Festival: Belgica di Felix Van Groeningen

Pur non avendo racimolato a Ravenna premi o menzioni, l’eccitante, turbinoso Belgica è uno dei film che hanno fatto maggiormente discutere il pubblico del SoundScreen Film Festival. Miglior Regia al Sundance 2016, accolto anche a Berlino con interesse, il film diretto dal fiammingo Felix Van Groeningen può risultare magari un po’ troppo lungo, può apparire disarmonico, slegato e caotico in certi snodi narrativi, ma è pur sempre esempio di un cinema vivo che rivela grande personalità dietro la macchina da presa.

Dante

SoundScreen Film Festival: Dante’s Inferno 1911

Evento clou del SoundScreen Film Festival è stato finora Dante’s Inferno 1911, ovvero l’immaginifico capolavoro italiano del muto, di recente restaurato e musicato dal vivo a Ravenna dalla Byzantium Experimental Orchestra di Bruno Dorella e Nicola Manzan.

The commune

Festival di Berlino 66: The Commune di Thomas Vinterberg

In The Commune Thomas Vinterberg riscrive la sua infanzia insieme a Tobias Lindholm, co-sceneggiatore di The Hunt, rielaborando cinematograficamente l’esperienza vissuta con la sua famiglia quando i suoi decisero di andare a vivere in una comune. In stile chiaramente post-dogma, smussato e più fruibile, The Commune è la visione nostalgica di un figlio di quel sistema abbattuto

Death in Sarajevo

Festival di Berlino 66: Death in Sarajevo di Danis Tanovic

Con un ritmo e un montaggio impeccabili, Tanovic prende spunto dal passato per indagare il presente di un Paese dilaniato dai conflitti, parla di classi e di lotta, di media e potere, concentra in un luogo tutti questi aspetti della società e li mette in relazione con maestria e drammaticità, senza mai rinunciare a momenti comici

Fuocammare

Festival di Berlino 66: Fuocoammare di Gianfranco Rosi

Il documentario immersivo di Gianfranco Rosi è necessario oggi più che mai. In un periodo in cui l’Europa reagisce in maniera più o meno favorevole all’accoglienza di migliaia di rifugiati richiedenti asilo, Fuocoammare racconta Lampedusa, isola siciliana più vicina alla costa tunisina che al sud d’Italia, da anni approdo di migranti in fuga verso il futuro

child

Trieste Film Festival: The Wednesday Child di Lili Horváth

The Wednesday Child è il film vincitore del Concorso lungometraggi del 27° Trieste Film Festival: per quanto in chi scrive siano rimaste alcune perplessità, relativamente alla costruzione drammaturgica dell’opera, il pubblico ha scelto di assegnare il Premio Trieste (euro 5.000) all’esordio dell’ungherese Lili Horváth, storia di una giovane madre che nella periferia di Budapest lotta disperatamente per ottenere la custodia del figlio.

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Trieste Film Festival: Cinema, mon amour di Alexandru Belc

Mentre il festival a Trieste si avviava verso la sua conclusione, ripensare a quali film ci abbiano maggiormente colpito è operazione da cui è uscito fuori non soltanto il titolo di un documentario, ma anche il nome del personaggio che ce l’ha fatto particolarmente apprezzare: protagonista indiscusso di Cinema, mon amour, l’incontenibile Victor Purice è un esercente, ex proiezionista e irriducibile cinefilo rumeno, che con fatica continua a lottare per tenere aperta la propria sala cinematografica.

Aliante

Trieste Film Festival: The Summer of Sangaile di Alanté Kavaïté

Fino ad ora il Concorso Lungometraggi del 27° Trieste Film Festival ha offerto, tra alti e bassi, diversi spunti narrativi interessanti, senza però che lo stesso film risultasse convincente, sincero e coerente dall’inizio alla fine. Con una sola lodevolissima eccezione: il lituanoThe Summer of Sangaile. Quella realizzata dalla giovane regista Alanté Kavaïté è difatti un’opera cinematografica di cui innamorarsi perdutamente.

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Trieste Film Festival: La supplication di Paul Cruchten

Anche il Trieste Film Festival ha voluto dar rilievo all’amara ricorrenza dell’incidente nucleare avvenuto in Unione Sovietica 30 anni fa, proiettando la sera del 23 gennaio un film, La supplication (ossia Voices from Chernobyl), diretto dal film-maker lussemburghese Pol Cruchten e ispirato al libro della scrittrice Svetlana Aleksievič, che ha ricevuto di recente il Premio Nobel per la letteratura.

trieste

Trieste Film Festival: Sole alto di Dalibor Matanić

Premiato a Cannes nella sezione “Un Certain Regard”, già pronto per essere distribuito in Italia dalla Tucker di Sabrina Baraccetti e Thomas Bertacche, Sole alto di Dalibor Matanić è un mirabile racconto cinematografico che traspone le tensioni etniche prima e dopo la guerra nei Balcani in tre sofferte parabole sentimentali, affidate peraltro alla medesima coppia di attori. Il film lo abbiamo potuto apprezzare ieri, nella serata inaugurale del Trieste Film Festival.

Uomini proibit

Visioni Fuori Raccordo: Uomini proibiti di Angelita Fiore (Concorso)

Angelita Fiore realizza un’opera intensa, confrontandosi con una questione assai delicata che, al di là di come la si pensi, necessita di una notevole attenzione. L’utilizzo della messa fuoco, la bella fotografia e il sonoro maneggiato con creatività, oltre che il garbato avvicinamento degli ex preti, rendono questo documentario unico nel suo genere, e quindi meritevole di un’attenta visione

Memorie - In viaggio verso Auschwitz

Visioni Fuori Raccordo: Memorie – In viaggio verso Auschwitz di Danilo Monte (Concorso)

Il vissuto diventa cinema puro, autentico, nella misura in cui si mostra senza sovrastrutture, in un rapporto simmetrico con lo spettatore che può, in tal modo, accedere ad un intenso processo di immedesimazione, attraverso cui guadagnare una catarsi che libera e redime: Danilo Monte con Memorie – In viaggio verso Auschwitz realizza un’opera che prima di essere un documentario è una testimonianza forte, decisa

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Ravenna Nightmare: Afterimages di Tony Kern

Presentato al Ravenna Nightmare un horror, proveniente da Singapore, che ci ha piacevolmente sorpreso per il modo in cui viene rielaborata una traccia meta-cinematografica, dove confluiscono le tradizioni funerarie cinesi e la moderna mitologia cinefila, relativa alla produzione di film maledetti.

Bidoun 2

XXI Med Film Festival: Bidoun 2 di Jilani Saadi (Selezione Ufficiale)

Una nouvelle vague tunisina sembra affacciarsi sul panorama della Settima Arte nord africana, annunciando un rinnovamento che promette la diffusione di nuove prospettive attraverso cui restituire la complessità di una realtà difficile da decifrare. Bidoun 2 di Jilani Saadi scompagina le regole tradizionali per affrontare l’evoluzione di uno stato che faticosamente procede verso il nuovo. Da non perdere

Parisienne

XXI Med Film Festival: Parisienne di Danielle Arbid (Concorso Ufficiale)

Arbid realizza un film che sa sempre tenera viva, nonostante la consistente durata, l’attenzione dello spettatore, che partecipa vivacemente alle vicissitudini della protagonista, e il pensiero che i fatti rappresentati siano, in un certo senso, realmente accaduti, fa aumentare ancor di più il grado di immedesimazione, lasciando la gradevole sensazione di aver vissuto un’intensa storia

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Ravenna Nightmare: Francesca di Luciano Onetti

Tra i film più attesi di questo 13° Ravenna Nightmare vi era senz’altro Francesca di Luciano Onetti. E anche la giuria del festival sembra aver molto apprezzato, al pari di chi ve ne sta ora parlando, la spudorata effervescenza stilistica del cineasta argentino. Al momento opportuno è difatti arrivato un significativo riconoscimento, il Premio Weird Vision così motivato: “Per aver omaggiato con un atto d’amore, stravagante e visionario, il nostro cinema di genere degli anni ‘70.”

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Venezia 72: Behemoth di Zhao Liang (In Concorso)

Un documentario affidato alla potenza delle immagini e poco alla parola, Behemoth di Zhao Liang si ispira alla Divina Commedia dantesca per mostrare l’inferno delle cave nella regione cinese della Mongolia interna, dove l’estrazione del carbone ha deturpato il paesaggio e ammalato la popolazione

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Venezia 72: 11 Minuti di Jerzy Skolimowski (In Concorso)

Tecnicamente e narrativamente carico di un’attesa che oscilla tra il timore dell’irreparabile e la rassicurazione, straordinario nei cambi di piani, prospettive, ‘veli fotografici’, 11 minuti possiede un’emotività ed una vitalità visiva capace di stare al passo con ogni mutamento di storia, personaggi, situazioni

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Veneia 72: El clan di Pablo Trapero (In Concorso)

La storia dei Puccio, le dinamiche di una famiglia mostruosamente straordinaria, la relazione perversa tra un padre-carnefice e un figlio-vittima, l’Argentina ai tempi dei sequestri: si tratta di El clan, ultima fatica di Pablo Trapero ispirata a una storia vera.

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Venezia 72: Rabin, the last day di Amos Gitai (In Concorso)

Rabin, the last day (in concorso) è il tributo che Amos Gitai, instancabile e necessario interprete visivo anche della realtà e complessità del popolo d’Israele, rende alla memoria del premio Nobel Yitzhak Rabin, a 20 anni dal suo assassinio avvenuto per mezzo di un giovane estremista ebraico

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