Uomini proibiti_convento abbandonato

Genova Film Festival: Uomini proibiti di Angelita Fiore

Il documentario di Angelita Fiore, che all’ultima edizione del Genova Film Festival ha ottenuto ben due menzioni speciali, attraverso tre vicende esemplari riesce a toccare in profondità un tema delicato come quello del celibato dei preti, anacronistica istituzione che il Vaticano si ostina a difendere per ragioni che hanno ben poco di nobile, ignorando o addirittura biasimando i sentimenti di chi invece ha fatto una scelta d’amore.

desiderio

La malattia del desiderio

Nell’anno che purtroppo ha visto scomparire Claudio Caligari, autore di un film epocale come Amore tossico, al Genova Film Festival è passato in concorso un documentario dove l’universo della tossicodipendenza viene esplorato con schiettezza, sensibilità, vicinanza umana ai protagonisti, siano essi pazienti, infermieri o dottori del Ser.T

genova

Genova Film Festival: Ti offro da bere

Nonostante una proiezione a di poco travagliata, “Ti offro da bere” di Ilaria Gambarelli ha saputo entusiasmare il pubblico del Genova Film Festival: a nostro avviso questo lungometraggio indipendente, che circola già da un po’ nel circuito festivaliero o giovandosi di altri appuntamenti speciali, meriterebbe per la sua freschezza una distribuzione in sala.

kebab-connection

Genova Film Festival: Kebab Connection

Realizzata nel 2004 con la collaborazione in sceneggiatura del grande Fatih Akin, Kebab Connection è un’opera cinematografica di apprezzabile leggerezza, che gli organizzatori del Genova Film Festival hanno voluto recuperare per la sezione “Oltre il confine”, da sempre una delle nostre preferite all’interno del palinsesto festivaliero ligure.

rigorosamente

Genova Film Festival: Rigorosamente dissanguati da vivi

Rigorosamente dissanguati da vivi è il segmento genovese di un progetto cinematografico molto stimolante, quel lungometraggio a episodi ideato da Davide Scovazzo che prenderà il nome di Sangue misto: otto storie differenti portate avanti da altrettanti registi, ognuno in una diversa città italiana, per raccontare con ironia, gusto della provocazione e paradossale consapevolezza il rapporto con gli immigrati e la complessità stessa del processo di integrazione.

Masaan

Cannes 68: Masaan di Neeraj Ghaywan (Premio Fipresci)

Vincitore del Premio Fipresci della critica internazionale – per la sezione Un Certain Regard – e del Premio dell’avvenire in ex aequo con Nahid di Ida Panahandeh (Iran), il film indiano indipendente Masaan di Neeraj Ghaywan racconta una bella e tragica storia di ineguaglianze, sociali e di genere, nell’India contemporanea

The assassin

Cannes 68: The Assassin di Hou Hsiao-Hsien (Concorso)

The Assassin ha il pregio assoluto di rivoluzionare il concetto di immagine nel genere scelto e stravolto. Altrettanto rivoluzionario, l’approccio alla narrazione in sottrazione risulta faticoso e frustrante, soprattutto se ci si avvicina al testo in movimento secondo una lettura occidentale o occidentalizzante

Giovanni's island japan soviet union animation

Future Film Festival: la recensione di “Giovanni’s Island”, vincitore a Bologna del Platinum Grand Prize

Il premio principale del Future Film Festival è andato a Giovanni’s Island di Mizuho Nishikubo “per la qualità della scrittura cinematografica, l’intreccio tra i sentimenti privati e la grande Storia, la delicatezza, la poesia e la portata epica. E per la tecnica di animazione funzionale alla storia, in grado di donare le medesime emozioni a grandi e bambini…”

Mountains May Depart

Cannes 68: Mountains May Depart di Jia Zhang-ke (Concorso)

Mountains May Depart può sembrare stonato o vagamente bizzarro se lo si scompone in piccole parti, vicende e dialoghi, e assume vigore e potenza quando invece lo si osserva da lontano e nella sua totalità. Jia Zhang-ke è un autore senza paura di osare e il risultato è un originalissimo e meraviglioso canto postmoderno e nostalgico a una felicità difficile da godere

Carol

Cannes 68: Carol di Todd Haynes (Concorso)

Cate Blanchett e Rooney Mara sono rispettivamente una madre e moglie insoddisfatta e una ragazza alla scoperta totale di sé. Carol rompe gli schemi cinematografici e narrativi e nega la drammaticità a un omosessuale che ha tutte le carte in regola per essere proibito e ostacolato

1

Tokyo Tribe, l’ultima follia di Sion Sono, al Future Film Festival

Tokyo Tribe di Sion Sono è un caleidoscopio di luci, colori, mazzate e tette ondeggianti. Presentato in tarda serata, per quei pochi coraggiosi che hanno trovato la forza di rimanere fino alla fine, il film è un MUST TO SEE per tutti gli amanti dei film esagerati, deliranti e un po’ scorretti, ma girati da Dio grazie ad uno dei migliori registi che il cinema contemporaneo abbia visto.

France Cannes Ari Folman

Future Film Festival: “The Congress”, per l’omaggio a Ari Folman

Il cineasta israeliano Ari Folman, attesissimo ospite di questa edizione del Future, ha dovuto purtroppo disdire il suo arrivo a Bologna, per gravi problemi famigliari; da parte nostra ne approfittiamo per riproporre alcune considerazioni sul suo ultimo lungometraggio, rivisto ieri al festival, le cui folgoranti intuizioni visive e filosofiche ci avevano impressionato già alla prima visione.

Design by Daniele Imperiali
^ Back to Top