RECENSIONI FILM VISTI AI FESTIVAL

Agender – Cinema Queer/Future Arts: “Essere Lucy” di Gabriella Romano

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Gabriella Romano realizza il documentario “Essere Lucy”, ritratto di una transessuale piemontese sopravvissuto al campo di concentramento di Dachau, tra immagini di repertorio e testimonianze dirette

Agender – Cinema Queer/Future Arts: “Abbiamo un problema” di Canecapovolto

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Canecapovolto, l’autore del film, agisce in presa diretta, sperimentato i gap comunicativi che l’espediente brusco dell’intervista può provocare e regalare, irrompendo con il dubbio e l’ambiguità nella bipolare dicotomia verità/finzione così come in quella sull’etero/omosessualità

Agender – Cinema Queer/Future Arts: “We Were Here” di David Weissman e Bill Weber

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“We Were Here”, documentario candidato agli Oscar, presentato alla prima edizione di Agender – Cinema Queer/Future Arts, è una preziosa testimonianza di un periodo storico esaltante e amaro, gioioso e triste: quello della San Francisco della fine degli anni ’70

Agender – Queer cinema/Future Arts: “Fake orgasm” di Jo Sol

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“Fake orgasm” entra a pieno titolo nella definizione di documentario: il suo interesse è quello di traumatizzare, di destabilizzare chi si è adagiato all’interno di confini prestabiliti, di portare le persone a farsi delle domande.

Agender – Queer cinema/Future Arts: “The ballad of Genesis and Lady Jaye” di Marie Losier

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Presentato in anteprima alla 61° edizione del Festival di Berlino, inserito nella sezione Festa Mobile del Torino Film Festival 2011, “The Ballad of Genesis and Lady Jaye” viene proiettato alla prima rassegna di Agender Cinema Queer – Arti Future, al Nuovo Cinema Aquila a Roma.

Agender – Queer cinema/Future Arts: “It came from Kuchar” di Jennifer M. Kroot

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L’omaggio a George Kuchar, scomparso pochi mesi fa, è l’ultimo documentario sulla carriera dei gemelli Kuchar, proiettato in chiusura della rassegna del Festival Agender – Queer Cinema.

Road To Ruins: “Vinylmania” di Paolo Campana

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Quasi fosse una bandiera o un manifesto politico, “Vinylmania” indaga sulla rinascita del disco in vinile e la musica analogica, dimostrando ampiamente la sua superiorità non solo a livello qualitativo.

29. Torino Film Festival: “The Catechism Cataclysm” di Todd Rohal (Festa mobile)

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Nessuno lo ammetterà mai, sarà un “guilty pleasure” per molti, uno di quei piaceri che si gustano e non si confessano, ma uno dei film più amabili della 29ᵃ edizione del TFF è sicuramente “The Catechism Cataclysm” di Todd Rohal

29. Torino Film Festival: “Il Sorriso del Capo” di Marco Bechis (Festa Mobile)

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“Il Sorriso del Capo” punta il fuoco sulla potente macchina propagandistica che Benito Mussolini mise in piedi per persuadere il popolo italiano ad abbracciare l’ideologia fascista.

29. Torino Film Festival: “The Descendants” di Alexander Payne (Festa mobile)

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Alexander Payne ritorna ben sette anni dopo l’ottimo “Sideways”, e lo fa con un altro bel film. “The Descendants” con “About Schmidt” (2002) e “Sideways” (2004) forma una trilogia “del viaggio”. Con George Clooney

‎29. Torino Film Festival: “La Guerre est Déclarée” di Valérie Donzelli (Festa mobile)

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Candidato agli Oscar 2012 come miglior film straniero, “La guerre est déclarée” narra la storia realmente vissuta dagli attori che lo interpretano. È un film di un’umanità dirompente, il cui oggetto è un amore molto terreno, imperfetto e quindi reale

29. Torino Film Festival: “Terri” di Azazel Jacobs (Festa mobile)

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Nell’ultimo decennio è emerso un filone che si potrebbe definire “Sundance Indy”, ossia quelle pellicole, più o meno indipendenti, che passano in anteprima ad ogni edizione del Sundance Film Festival. “Terri”, il quarto lungometraggio di Azazel Jacobs, rientra perfettamente in questa categoria

‎29. Torino Film Festival: “Vergiss Dein Ende” di Andreas Kannengiesser (Concorso)

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Lungometraggio di diploma del regista Andreas Kannengiesser, “Vergiss Dein Ende” è un film pretenzioso e mal costruito dove il dramma assume spesso connotati patetici, per poi scadere, in alcuni momenti, addirittura nel ridicolo

29. Torino Film Festival: “Ulidi piccola mia” di Mateo Zoni (Concorso)

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Ottavo film in concorso al Torino Film Festival 2011, primo lungometraggio italiano in proiezione, “Ulidi piccola mia” colpisce innanzitutto per la sua interessante natura ibrida. Non è infatti possibile stabilire dove inizi la finzione, dove finisca il documentario e viceversa.

29. Torino Film Festival: “A Little Closer” di Matthew Petock (Concoroso)

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A “Little Closer” ci regala un frammento di vita della periferia americana, fatta di piccole grandi imprese di tutti i giorni e, insieme, ci offre uno sguardo schietto e asciutto sul tema della sessualità

‎29. Torino Film Festival: “50/50″ di Jonathan Levine (Concorso)

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Un giovane al quale viene diagnosticato un tumore raro e maligno (con appunto il 50 % di possibilità di guarigione) non è proprio la premessa più ovvia per un film dai toni comici. “50/50″ non è smielato, non è cinico, non è volutamente scorretto, ma è semplicemente sincero nell’ammettere che nessuno sa veramente come comportarsi in situazioni di questo tipo

29. Torino Film Festival: “Guilty of Romance” di Sion Sono (Rapporto Confidenziale)

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A metà tra un thriller, una storia erotica e un “romanzo di formazione”, con tocchi di follia di non poco conto, “Guilty of Romance” riesce dove altre pellicole di Sion Sono avevano fallito: coniuga narrazione e poesia, non rinunciando ad abbondanti dosi sia dell’una che dell’altra

‎29. Torino Film Festival: “A Good Old Fashioned Orgy” di Alex Gregory e Peter Huyck (Festa mobile)

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Il film di Alex Gregory e Peter Huyck è un egregio lavoro di sceneggiatura, non per lo spessore dei personaggi né per le implicazioni filosofiche che vi sottendono, ma per l’evidente mestiere che emerge dal ritmo della narrazione e dalla perfezione con cui sono stati scanditi i tempi della vicenda

29. Torino Film Festival: “Wrecked” di Michael Greenspan (Anteprima)

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La coppia formata dal regista Michael Greenspan e dello sceneggiatore Christopher Dodd, qui al primo lungometraggio, le tenta tutte per mantenere alta la tensione, ma deve fare il conto con una serie di film usciti negli ultimi dieci anni.

29. Torino Film Festival: “Into the Abyss” di Werner Herzog (Festa mobile)

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Anche per un veterano del cinema documentario come Werner Herzog il tema della pena di morte rimane spinoso. Il film sembra non riuscire a prendere una direzione univoca, perché risente della mancanza di organizzazione del materiale che forse non poteva essere fatta a priori

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