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Trieste Film Festival: Cinema, mon amour di Alexandru Belc

Mentre il festival a Trieste si avviava verso la sua conclusione, ripensare a quali film ci abbiano maggiormente colpito è operazione da cui è uscito fuori non soltanto il titolo di un documentario, ma anche il nome del personaggio che ce l’ha fatto particolarmente apprezzare: protagonista indiscusso di Cinema, mon amour, l’incontenibile Victor Purice è un esercente, ex proiezionista e irriducibile cinefilo rumeno, che con fatica continua a lottare per tenere aperta la propria sala cinematografica.

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Trieste Film Festival: The Summer of Sangaile di Alanté Kavaïté

Fino ad ora il Concorso Lungometraggi del 27° Trieste Film Festival ha offerto, tra alti e bassi, diversi spunti narrativi interessanti, senza però che lo stesso film risultasse convincente, sincero e coerente dall’inizio alla fine. Con una sola lodevolissima eccezione: il lituanoThe Summer of Sangaile. Quella realizzata dalla giovane regista Alanté Kavaïté è difatti un’opera cinematografica di cui innamorarsi perdutamente.

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Trieste Film Festival: La supplication di Paul Cruchten

Anche il Trieste Film Festival ha voluto dar rilievo all’amara ricorrenza dell’incidente nucleare avvenuto in Unione Sovietica 30 anni fa, proiettando la sera del 23 gennaio un film, La supplication (ossia Voices from Chernobyl), diretto dal film-maker lussemburghese Pol Cruchten e ispirato al libro della scrittrice Svetlana Aleksievič, che ha ricevuto di recente il Premio Nobel per la letteratura.

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Trieste Film Festival: Sole alto di Dalibor Matanić

Premiato a Cannes nella sezione “Un Certain Regard”, già pronto per essere distribuito in Italia dalla Tucker di Sabrina Baraccetti e Thomas Bertacche, Sole alto di Dalibor Matanić è un mirabile racconto cinematografico che traspone le tensioni etniche prima e dopo la guerra nei Balcani in tre sofferte parabole sentimentali, affidate peraltro alla medesima coppia di attori. Il film lo abbiamo potuto apprezzare ieri, nella serata inaugurale del Trieste Film Festival.

Uomini proibit

Visioni Fuori Raccordo: Uomini proibiti di Angelita Fiore (Concorso)

Angelita Fiore realizza un’opera intensa, confrontandosi con una questione assai delicata che, al di là di come la si pensi, necessita di una notevole attenzione. L’utilizzo della messa fuoco, la bella fotografia e il sonoro maneggiato con creatività, oltre che il garbato avvicinamento degli ex preti, rendono questo documentario unico nel suo genere, e quindi meritevole di un’attenta visione

Memorie - In viaggio verso Auschwitz

Visioni Fuori Raccordo: Memorie – In viaggio verso Auschwitz di Danilo Monte (Concorso)

Il vissuto diventa cinema puro, autentico, nella misura in cui si mostra senza sovrastrutture, in un rapporto simmetrico con lo spettatore che può, in tal modo, accedere ad un intenso processo di immedesimazione, attraverso cui guadagnare una catarsi che libera e redime: Danilo Monte con Memorie – In viaggio verso Auschwitz realizza un’opera che prima di essere un documentario è una testimonianza forte, decisa

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Ravenna Nightmare: Afterimages di Tony Kern

Presentato al Ravenna Nightmare un horror, proveniente da Singapore, che ci ha piacevolmente sorpreso per il modo in cui viene rielaborata una traccia meta-cinematografica, dove confluiscono le tradizioni funerarie cinesi e la moderna mitologia cinefila, relativa alla produzione di film maledetti.

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XXI Med Film Festival: Bidoun 2 di Jilani Saadi (Selezione Ufficiale)

Una nouvelle vague tunisina sembra affacciarsi sul panorama della Settima Arte nord africana, annunciando un rinnovamento che promette la diffusione di nuove prospettive attraverso cui restituire la complessità di una realtà difficile da decifrare. Bidoun 2 di Jilani Saadi scompagina le regole tradizionali per affrontare l’evoluzione di uno stato che faticosamente procede verso il nuovo. Da non perdere

Parisienne

XXI Med Film Festival: Parisienne di Danielle Arbid (Concorso Ufficiale)

Arbid realizza un film che sa sempre tenera viva, nonostante la consistente durata, l’attenzione dello spettatore, che partecipa vivacemente alle vicissitudini della protagonista, e il pensiero che i fatti rappresentati siano, in un certo senso, realmente accaduti, fa aumentare ancor di più il grado di immedesimazione, lasciando la gradevole sensazione di aver vissuto un’intensa storia

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Ravenna Nightmare: Francesca di Luciano Onetti

Tra i film più attesi di questo 13° Ravenna Nightmare vi era senz’altro Francesca di Luciano Onetti. E anche la giuria del festival sembra aver molto apprezzato, al pari di chi ve ne sta ora parlando, la spudorata effervescenza stilistica del cineasta argentino. Al momento opportuno è difatti arrivato un significativo riconoscimento, il Premio Weird Vision così motivato: “Per aver omaggiato con un atto d’amore, stravagante e visionario, il nostro cinema di genere degli anni ‘70.”

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Venezia 72: Behemoth di Zhao Liang (In Concorso)

Un documentario affidato alla potenza delle immagini e poco alla parola, Behemoth di Zhao Liang si ispira alla Divina Commedia dantesca per mostrare l’inferno delle cave nella regione cinese della Mongolia interna, dove l’estrazione del carbone ha deturpato il paesaggio e ammalato la popolazione

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Venezia 72: 11 Minuti di Jerzy Skolimowski (In Concorso)

Tecnicamente e narrativamente carico di un’attesa che oscilla tra il timore dell’irreparabile e la rassicurazione, straordinario nei cambi di piani, prospettive, ‘veli fotografici’, 11 minuti possiede un’emotività ed una vitalità visiva capace di stare al passo con ogni mutamento di storia, personaggi, situazioni

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Venezia 72: Anomalisa di Charlie Kaufman (In Concorso)

Chi lo ama e segue non sarà sorpreso di sentir parlare ancora una volta di solitudine, dolore, paranoia e fallimento personale e relazionale nel cinema di Charlie Kaufman. Sono queste, infatti, tematiche care e ossessivamente esplorate dallo sceneggiatore newyorchese nei precedenti lavori di scrittura

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Veneia 72: El clan di Pablo Trapero (In Concorso)

La storia dei Puccio, le dinamiche di una famiglia mostruosamente straordinaria, la relazione perversa tra un padre-carnefice e un figlio-vittima, l’Argentina ai tempi dei sequestri: si tratta di El clan, ultima fatica di Pablo Trapero ispirata a una storia vera.

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Venezia 72: Rabin, the last day di Amos Gitai (In Concorso)

Rabin, the last day (in concorso) è il tributo che Amos Gitai, instancabile e necessario interprete visivo anche della realtà e complessità del popolo d’Israele, rende alla memoria del premio Nobel Yitzhak Rabin, a 20 anni dal suo assassinio avvenuto per mezzo di un giovane estremista ebraico

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Genova Film Festival: Uomini proibiti di Angelita Fiore

Il documentario di Angelita Fiore, che all’ultima edizione del Genova Film Festival ha ottenuto ben due menzioni speciali, attraverso tre vicende esemplari riesce a toccare in profondità un tema delicato come quello del celibato dei preti, anacronistica istituzione che il Vaticano si ostina a difendere per ragioni che hanno ben poco di nobile, ignorando o addirittura biasimando i sentimenti di chi invece ha fatto una scelta d’amore.

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La malattia del desiderio

Nell’anno che purtroppo ha visto scomparire Claudio Caligari, autore di un film epocale come Amore tossico, al Genova Film Festival è passato in concorso un documentario dove l’universo della tossicodipendenza viene esplorato con schiettezza, sensibilità, vicinanza umana ai protagonisti, siano essi pazienti, infermieri o dottori del Ser.T

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Genova Film Festival: Ti offro da bere

Nonostante una proiezione a di poco travagliata, “Ti offro da bere” di Ilaria Gambarelli ha saputo entusiasmare il pubblico del Genova Film Festival: a nostro avviso questo lungometraggio indipendente, che circola già da un po’ nel circuito festivaliero o giovandosi di altri appuntamenti speciali, meriterebbe per la sua freschezza una distribuzione in sala.

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Genova Film Festival: Kebab Connection

Realizzata nel 2004 con la collaborazione in sceneggiatura del grande Fatih Akin, Kebab Connection è un’opera cinematografica di apprezzabile leggerezza, che gli organizzatori del Genova Film Festival hanno voluto recuperare per la sezione “Oltre il confine”, da sempre una delle nostre preferite all’interno del palinsesto festivaliero ligure.

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Genova Film Festival: Rigorosamente dissanguati da vivi

Rigorosamente dissanguati da vivi è il segmento genovese di un progetto cinematografico molto stimolante, quel lungometraggio a episodi ideato da Davide Scovazzo che prenderà il nome di Sangue misto: otto storie differenti portate avanti da altrettanti registi, ognuno in una diversa città italiana, per raccontare con ironia, gusto della provocazione e paradossale consapevolezza il rapporto con gli immigrati e la complessità stessa del processo di integrazione.

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