the last glow

36. Fantafestival: i lavori fantascientifici di Armando Basso e Fabio Salvati

Un’anomala serata estiva in cui l’afa romana è stata sopraffatta dal vento freddo è stata la cornice dell’anteprima di due lavori fantascientifici diretti da Armando Basso e Fabio Salvati: The last glow e The great journey. Diciassette minuti il primo e trentasei minuti il secondo, hanno trascinato il pubblico del Fantafestival in un universo molto lontano che tuttavia presenta analogie inquietanti con i vizi presenti nella nostra società

Ma vie de courgette

69 Festival di Cannes: Ma vie de courgette di Claude Barras (Quinzane des Realisateur)

Altra rivelazione dalla Quinzane des Realisateurs di Cannes, che quest’anno è stata decisamente ricca di sorprese positive, a partire dall’afgano Walf and sheep, passando per i nostrani Virzì, Giovannesi e Bellocchio, continuando con il cinema sudamericano del Poesia san fin di Alejandro Jodorowsky e culminando nel gigantesco Neruda di Pablo Larrain, Ma vie de courgette rappresenta uno splendido esempio del valore e della poesia che si possono riscontrare nel cinema di animazione, nel quale la Francia si sta dimostrando sempre più prolifica e talentuosa negli ultimi anni

Aquarius

69 Festival di Cannes: Aquarius Kleber Mendonça Filho (Concorso)

Passato in concorso al 69 Festival di Cannes, il lungometraggio del giovane regista brasiliano, alla sua seconda prova (autore in passato anche di un documentario e di una serie di cortometraggi), si cimenta con le vicende di Clara (Sonia Braga) donna volitiva e con grande carattere, critica e saggista musicale in pensione, che vive nel condominio Aquarius, ormai svuotato e acquistato da un’azienda di costruzione che vorrebbe compiere una speculazione edilizia a Recife

Julieta

69 Festival di Cannes: Julieta di Pedro Almodóvar (Concorso)

C’è chi è rimasto deluso dall’ultimo film di Pedro Almodóvar, presentato a Cannes nella sezione del concorso ufficiale. Il film non convince del tutto ma commuove ed appaga il senso estetico di chi lo vede, grazie ad una confezione stupenda (immagini, abiti, colori, musica) ed all’interpretazione di attori convincenti

Farhadi

69 Festival di Cannes: Forushande di Asghar Farhadi (premio miglior sceneggiatura/miglior attore protagonista)

L’originalità del cinema iraniano continua a gratificarci con opere sempre nuove e di notevole spessore, come Forushande (The salesman/Il cliente), scritta e diretta dal geniale Asghar Farhadi (Una separazione, Orso d’oro a Berlino e Oscar Miglior Film Straniero nel 2011, Il passato) e presentata nel concorso ufficiale di Cannes 2016: la pellicola si è aggiudicata a pieni voti il Premio per la Miglior Sceneggiatura, di Farhadi stesso, e quello per il Miglior Attore, assegnato dalla Giuria al protagonista maschile Shahab Hosseini,

Tour de France

69 Festival di Cannes: Tour de France di Rachid Djaidani (Quinzaine des Réalisateurs)

Diretto dal regista e sceneggiatore francese Rachid Djaidani, al suo secondo lungometraggio, Tour de France è una commedia semplice e senza sbavature, che va dritta al cuore del problema dell’integrazione e lo fa affidando i ruoli dei protagonisti al giovane e promettente Sadeq e ad uno strepitoso Gerard Depardieu, che divertono e incantano il pubblico con una botta e risposta esilarante e surreale

I, Daniel Blake

69 Festival di Cannes: I, Daniel Blake di Ken Loach (Concorso)

Ce ne fossero di film come I, Daniel Blake e di registi come il vecchio, caro, immarcescibile Ken Loach, ispirato cantore della classe operaia, che dopo tanti anni di lotte, cinematografiche e non solo, continua a battere sempre dove il dente duole, come nel caso di questa pellicola in concorso alla 69esima competizione cannense

Wolf and Sheep

69 Festival di Cannes: Wolf and Sheep di Shahrbanoo Sadat (Quinzaine des Réalisateurs)

È una co-produzione tra l’Afghanistan e la Danimarca l’opera che segna il debutto della giovane cineasta afghana e che consente allo spettatore di immergersi nei paesaggi remoti e suggestivi di una terra lontana e associata quotidianamente a guerra e morte. Wolf and Sheep nasce nel 2010 da una collaborazione con la Cinéfondation du Festival, una fondazione che supporta finanziariamente i giovani cineasti al loro primo lungometraggio

Elle

69 Festival di Cannes: Elle di Paul Verhoeven (Concorso)

Paul Verhoeven è la sorpresa dell’ultimo minuto. Elle ravviva una chiusura di questa edizione del festival di Cannes accompagnata da pellicole fischiate e imbarazzanti. Adattamento cinematografico del romanzo del 2012 Oh… di Philippe Djian, Verhoeven lavora sul canovaccio scritto dallo sceneggiatore David Birke con tutta la maestria nel pilotare, incrociare, isolare i molteplici stimoli contrastanti che ci attraversano.

The Last Face

69 Festival di Cannes: The Last Face di Sean Penn (Concorso)

Inutile girarci intorno, l’ultimo film di Sean Penn ha deluso anche i suoi più fervidi sostenitori e non è stato affatto apprezzato dalla critica di Cannes, a dispetto del grande impegno profuso di mezzi economici e grandi attori, a cominciare dai due protagonisti Javier Bardem e Charlize Theron. Nel cast, oltre al simpatico attore francese Jean Reno, anche Adèle Exarchopoulos, attrice rivelazione in La Vie d’Adèle, nel suo primo vero ruolo negli Stati Uniti

Juste la fin du monde

69 Festival di Cannes: Juste la fin du monde di Xavier Dolan (Concorso)

Senza mai perderne il controllo, l’enfant prodige Xavier Dolan esaspera il melodramma ed estremizza la recitazione in Juste la fin du monde, un’oppressiva e ora urlata ora taciuta iperstilizzazione di una disfunzione famigliare. Dolan chiama a raccolta un cast eccezionale: Marion Cotillard, Léa Seydoux, Vincent Cassel, Nathalie Baye e Gaspard Ulliel

Solveig Anspach

69 Festival di Cannes: L’Effet Aquatique di Solveig Anspach (Quinzaine des Réalisateurs)

Ultimo lungometraggio della regista islandese Solveig Anspach, scomparsa lo scorso agosto a 54 anni a causa di un cancro, L’Effet Aquatique è considerato il suo testamento spirituale. Il film racconta il tentativo rocambolesco del quarantenne Samir (Samir Guesmi), timido e impacciato, di avvicinare Agathe (Florence Loiret Caillet), istruttrice di nuoto del quale si è invaghito e con cui finge di non saper nuotare per farsi dare lezioni

Ma' Rosa

69 Festival di Cannes: Ma’ Rosa di Brillante Mendoza (Concorso)

Brillante Mendoza aggiunge al puzzle impressionista della sua infernale Manila un altro tassello prezioso con Ma’ Rosa, pellicola presente nel concorso ufficiale, più misurata (se nel suo cinema è possibile adottare questa definizione) nella forza espressiva di tensione visiva e narrativa rispetto all’immenso Taklub (portato a Cannes dentro Un certain regard l’anno scorso) ma sempre dirompente

Diamond Island

69 Festival di Cannes: Diamond Island di Davy Chou (Semaine de la Critique)

Ambientato nella Phom Penh dei nostri giorni, Diamond Island è la storia di Bora, un ragazzino che dalle campagne all’interno del Paese arriva nella capitale per lavorare come muratore alla costruzione del complesso edilizio di lusso Diamond Island. I ragazzi che lavorano insieme a lui sognano una vita migliore, magari di vivere un giorno proprio in uno di quegli appartamenti che stanno costruendo

Paul Schrader

69 Festival di Cannes: Dog Eat Dog di Paul Schrader (Quinzaine des Réalisateurs)

In anteprima mondiale, Paul Schrader presenta il suo ultimo lavoro a Cannes al pubblico della Quinzaine, accompagnato da William Dafoe, co-protagonista insieme a Nicholas Cage. Scritto da Matthew Wilder, su adattamento dell’omonimo romanzo di Ed Bunker, che era ambientato negli anni Novanta, Dog Eat Dog è la storia di tre uomini usciti dal carcere e che tentano di rifarsi una vita nell’America dei nostri giorni

Fiore

69 Festival di Cannes: Fiore di Claudio Giovannesi (Quinzaine des Réalisateurs)

Fiore, co-prodotto da Rai Cinema, è la storia di Dafne (Daphne Scoccia), una ragazzina che sbarca il lunario tra furti e rapine. La forza del film è proprio nella delicatezza di raccontare un amore tra adolescenti, in un contesto duro e aspro come quello del carcere. Per girarlo Claudio Giovannesi e gli altri sceneggiatori Filippo Gravino e Antonella Lattanzi hanno trascorso 4 mesi nel carcere di Casal di Marmo nei pressi di Roma

Divines

69 Festival di Cannes: Divines di Houda Benyamina (Quinzaine des Réalisateurs)

Il pubblico della Quinzaine si lascia letteralmente trascinare da questo piccolo capolavoro di scrittura (scritto a sei mani dalla regista insieme a Romain Compingt e Malik Rumeau), regia e recitazione; qualcuno lo paragona a West Side Story, qualcuno lo definisce un “film perfetto”, sicuramente è un film ricco di temi di attualità, come la violenza e le lotte nelle periferie

Inversion

69 Festival di Cannes: Inversion di Behnam Behzadi (Un Certain Regard)

La ribellione di una donna, dignitosa e composta, che inizia il suo risveglio, la sua inversione (il riferimento del titolo, fuori dalla metafora, richiama il cambiamento climatico che coinvolge la città di Teheran) nei confronti di un mondo circostante che pianifica per lei scelte e futuro: questo il tema centrale del film iraniano Inversion di Behnam Behzadi presentato nella sezione Un Certain Regard

Two lovers and a bear

69 Festival di Cannes: Two lovers and a bear di Kim Nguyen (Quinzaine des Réalisateurs)

Accolto calorosamente dal pubblico della Quinzaine, Two lovers and a bear del cineasta canadese Kim Nguyen riempie la proiezione pomeridiana al Theatre Croisette di Cannes. Il regista quarantaduenne, di origine vietnamita, visibilmente emozionato presenta il suo film, partito con un progetto circa dieci anni fa e che ha richiesto un lungo lavoro di scrittura e di un’articolata ricerca dei due attori protagonisti

Loving

69 Festival di Cannes: Loving di Jeff Nichols (Concorso)

La pellicola, tratta da una storia vera, evidenzia con gradualità crescente l’escalation dell’odio razziale e l’ostilità del potere costituito (giudici, polizia) verso un’unione non consentita dalla legge, sospinta fuori dai confini come un pericolo, temuta in realtà per il suo potente significato di apri porta

Paterson

69 Festival di Cannes: Paterson di Jim Jarmusch (Concorso)

Jim Jarmusch mostra la ripetitività ipnotica della routine di due eroi della periferia come completezza e senza derisione. Paterson è l’anti-dramma, è la glorificazione di una relazione sana, della poesia stimolata e nutrita dall’attenzione al dettaglio. Quest’esistenza intenzionalmente privata di azione e dramma dal regista, questa maniera di vivere nella poesia, di riconoscere l’arte delle piccole cose può tendere solo verso un futuro pieno

La pazza gioia

La pazza gioia

Poesia, dramma e sorriso si fondono in un’originale sintesi nel film La pazza gioia, diretto dal regista toscano Paolo Virzì, e presentato con grande successo (10 minuti di applausi!) alla Quinzaine des Realizateurs 2016, che ha selezionato quest’anno le opere di altri due registi italiani, Sweet Dreams di Marco Bellocchio e Fiore di Claudio Giovannesi

The Handmaiden

69 Festival di Cannes: The Handmaiden di Park Chan-wook (Concorso)

Più che essere un film sull’amore lesbico, The Handmaiden è l’amore delle e tra le donne senza gli uomini, che risultano creature abiette e imbranate. Nel 2013 ad aggiudicarsi la Palma d’Oro fu l’amore tra due ragazze raccontato nella Vie d’Adele, con la famosa scena scandalo di sesso ripreso e mostrato senza stacchi di camera da Kechiche. Quelle immagini sbiadiscono davanti al virtuosismo elegante e rovente dell’amore totale di Park Chan-wook

Jodorowsky

69 Festival di Cannes: Poesia sin fin (Endless Poetry) di Alejandro Jodorowsky (Quinzaine)

Il cinema come arte e non intrattenimento, come terapia incentrata sull’opera e non sui risultati (o profitto) è l’approccio del regista cileno, per il quale fare (e partecipare al) cinema è un atto necessario di salvezza dai propri traumi. Poesia sin fin, così come lo era anche La Danza de la Realidad, è soprattutto guarigione, è un processo di rivisitazione catartica del passato proteso verso la riconciliazione con esso

rus

Future Film Festival: Tout en haut du monde di Rémi Chayé

Nel francese Tout en haut du monde, presentato fuori concorso al Future di Bologna, un’animazione dal gusto abbastanza classico ben si presta ad accompagnare i toni di un racconto, che si protende verso una fantastica e pericolosa avventura tra i ghiacci dopo aver messo in scena con grazia quei siparietti in costume nella Russia degli Zar, la cui caratterizzazione aspira a un’intensità quasi pittorica.

extraordinary-tales

Future Film Festival: Extraordinary Tales di Raul Garcia

Con Extraordinary Tales, il lungometraggio d’animazione dalla gestazione particolarmente complessa e laboriosa, ben 9 anni, che lo spagnolo Raul Garcia ha presentato con evidente soddisfazione a Bologna, la poetica tormentata di Edgar Allan Poe è tornata a pulsare di vita (e di morte) sul grande schermo.

claustro

Future Film Festival: Claustrophonia, protagonista Matilde Gioli

Il cortometraggio Claustrophonia di Roberto Zazzara, arricchito dalla presenza della lanciatissima Matilde Gioli quale protagonista, è di fatto il primo film interattivo, concepito cioè in modo tale che gli spettatori in sala possano decidere, arrivati a un certo punto, quale dei tre finali proposti veder proiettato. Presentato in anteprima assoluta al Future Film Festival!

Miss

Future Film Festival: Miss Hokusai di Keichi Hara

In Miss Hokusai, lungometraggio d’animazione presentato in anteprima al Future Film Festival, l’ispiratissimo Keiichi Hara ha saputo trasferire tutto il fascino del periodo Tokugawa al tramonto, rappresentando l’Ottocento in Giappone e determinati stili di vita attraverso un tratto carico ma al contempo delicato, colori caldi, fondali in grado di catturare impressionisticamente l’essenza di determinati luoghi. Ma la genialità dell’opera sta anche in quelle scelte registiche che d’un tratto la liberano dagli schemi.

vinil

SoundScreen Film Festival: Vinylmania di Paolo Campana

Nell’effervescente selezione del SoundScreen Film Festival ravennate ha trovato spazio anche un omaggio vibrante e sentito alla cultura del vinile. Ci riferiamo ovviamente al bel documentario datato 2012 di Paolo Campana, Vinylmania, che a Ravenna è stato recuperato per la sezione Panorama.

Belgica

SoundScreen Film Festival: Belgica di Felix Van Groeningen

Pur non avendo racimolato a Ravenna premi o menzioni, l’eccitante, turbinoso Belgica è uno dei film che hanno fatto maggiormente discutere il pubblico del SoundScreen Film Festival. Miglior Regia al Sundance 2016, accolto anche a Berlino con interesse, il film diretto dal fiammingo Felix Van Groeningen può risultare magari un po’ troppo lungo, può apparire disarmonico, slegato e caotico in certi snodi narrativi, ma è pur sempre esempio di un cinema vivo che rivela grande personalità dietro la macchina da presa.

Design by Daniele Imperiali
^ Back to Top