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France Odeon: “Aimer, boire et chanter” di Alain Resnais

“Aimer, boire et chanter”, l’ultimo film di Alain Resnais, scomparso a inizio marzo alla veneranda età di novantuno primavere, è stato presentato in anteprima nazionale a France Odeon. Resnais mette in scena una pièce teatrale, “Life of Riley”, del drammaturgo britannico Alan Ayckbourn, facendo di necessità virtù e trasformando i pochi mezzi a disposizione – dovuti ad un budget esiguo e risicato – in veri e propri punti di forza

Julia

Ravenna Nightmare: Julia di “Matthew A. Brown”

Forte di un incipit dall’impatto notevolissimo, “Julia” di Matthew A. Brown ci aveva fatto sperare che anche il prosieguo del racconto si rivelasse all’altezza, generando così un film di grande spessore. E invece buio pesto, principalmente a causa di una logica da “revenge movie” affrontata qui in maniera quantomeno bizzarra

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Visioni Fuori Raccordo: “Fuoco Amico” di Francesco Del Grosso

Intorno a una storia vera così emblematica, nei suoi sviluppi drammatici e kafkiani, Francesco Del Grosso ha saputo costruire un andamento da “spy story”, per quanto sofferto. La tensione di cui si nutre il documentario è alimentata anche dalle musiche di Raffaele Inno, dal calibrato montaggio di Francesca Sofia Allegra e da una determinata impronta registica, orientata verso una dimensione estremamente realistica e mai artificiosa

Lucciole per lanterne

Visioni Fuori Raccodo: “Lucciole per lanterne” di Stefano Martone e Mario Martone

Nei giorni in cui in Italia si decideva tramite referendum se continuare o meno a tutelare l’acqua come bene comune, l’Enel comprava Endesa, la multinazionale dell’energia che dagli anni ’80 aveva ottenuto dal governo cileno di Pinochet il diritto di costruire una serie di grandi dighe tra le valli della Patagonia. È da questo paradosso che parte “Lucciole per lanterne” di Stefano e Mario Martone, ultimo dei film in concorso al Visioni Fuori Raccordo 2014

Brasimone

Visioni Fuori Raccordo: “Brasimone” di Riccardo Palladino

Brasimone di Riccardo Palladino, in concorso alla settima edizione del Visioni Fuori Raccordo, è un documentario raffinatissimo, contemplativo, in cui le immagini vengono giustapposte, attraverso un meticoloso lavoro di montaggio, in maniera tale da far emergere la memoria di un paesaggio, scalzando però la dimensione squisitamente cronologica, e favorendo, in tal modo, l’emergere di un flusso temporale – emotivo che abbraccia lo spettatore

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Visioni Fuori Raccordo: “La bella Virginia al bagno” di Eleonora Marino

La perdita dell’innocenza, della capacità di stupirsi, di meravigliarsi: “La bella Virginia al bagno” di Eleonora Marino, presentato in concorso alla settima edizione del Visioni Fuori Raccordo, segnala questo drastico mutamento antropologico, convocandoci a rivalutare il nostro atteggiamento all’interno di una tessuto sociale e umano che si è, in poco tempo, profondamente modificato

Venezai 71: “Io sto con la sposa” di Antonio Augugliaro, Gabriele del Grande e Khaled Soliman Al Nassiry (Fuori Concorso)

Il film, prodotto da Gina films, in associazione con DocLab, è stato finanziato da una campa­gna di crowdfunding online sulla piattaforma Indiegogo, si è aggiudicato tre premi collaterali annualmente assegnati durante il Festival: il Premio FEDIC, il premio HRNs – Human Rights Nights Award per il Cinema dei Diritti Umani.

Animata Resistenza

Venezia 71: “Animata Resistenza” di Francesco Montagner e Alberto Girotto (Sezione classici – Leone d’Oro miglior documentario)

Quest’anno il Leone d’Oro Venezia Classici per il Miglior Documentario sul Cinema è andato all’opera Animata Resistenza di Francesco Montagner e Alberto Girotto, un documentario appassionato sulla vita e sulla figura del disegnatore Simone Massi, con importanti risvolti ‘politici’, sottaciuti da molta parte della critica

The Postman’s White Nights

Venezia 71: “The Postman’s White Nights” di Andrei Konchalovsky (Concorso)

La immaginazione che Konchalovsky accende col suo occhio mobile, penetrante, vivido e vivace, tecnicamente alto nell’usufruire di tutte le possibilità visive scardinatrici-penetrative nell’attenzione e nella meraviglia, accompagnato da una alta capacità di osservazione dell’essere umano e di ciò che lo circonda, ne fanno un autore visivo di estrema levatura

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Venezia 71: “Near Death Experience” di Benoit Delépine e Gustave Kervern (Orizzonti)

Probabilmente il progetto più fragile nella filmografia dei cineasti per le scelte registiche minimali, per la riduzione della narrazione a un monologo interiore e per aver affidato questi due punti a un protagonista non-straordinario, “Near Death Experience” è senz’altro l’opera più ardimentosa e affrancata da ogni logica di produzione, scrittura e distribuzione mai realizzata dal duo francese

The smell of us

Venezia 71: “The smell of us” di Larry Clark (Giornate degli Autori)

I ragazzi di Clark non sono quelli turbati di Gus Van Sant (“Parnoid Park”) né tantomeno i sognatori erotici di Bertolucci (“The Dreamers”). “The smell of us è un cinema di sguardi immersi nel ritratto estremo della brutale ma non pornografica verità, è un documento che si preferirebbe non leggere su una generazione dominata da inconsapevolezza, perversione, superficialità e insofferenza.

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La Fiera Dell’Est del XX MedFilm Festival

Il XX Medfilm festival offre ampio spazio alla Romania: la diffusione delle opere di Autori rumeni è un modo per approfondire la conoscenza di una cultura che fa parte del tessuto multiculturale italiano; la Romania è l’unico Paese in Europa (e non solo nella Nuova Europa) che abbia prodotto cineasti che in uno spazio temporale molto ristretto hanno ottenuto consensi e visibilità internazionale.

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