RECENSIONI FILM VISTI AI FESTIVAL

Mosaico d’Europa Film Fest: “The Look of Love” di Michael Winterbottom

The-look-of-love

Annunciati i vincitori del festival, questa succulenta ottava edizione della kermesse ravennate si è conclusa con un evento speciale da noi molto atteso: l’anteprima dell’ultimo film diretto da Michael Winterbottom, ovvero “The Look of Love”

Mosaico d’Europa Film Fest: “Blue Ruin” di Jeremy Saulnier

blue-ruin

Presentato come evento speciale al Mosaico d’Europa Film Fest, il film di Jeremy Saulnier ha il merito di sviluppare con la necessaria brutalità e asciuttezza di sguardo, a partire da un inizio un po’ farraginoso ma essenziale per la definizione della cornice sociale, l’escalation vertiginosa di una faida famigliare che lascerà sul campo non pochi morti

Mosaico d’Europa Film Fest: “A Field in England” di Ben Weathley

A Field in England

Tra le basi del linguaggio cinematografico vi è l’alternanza di campo e controcampo. Qui invece si ha a che fare solo col campo. Ma.nel senso più letterale possibile… Tra i film in concorso al Mosaico d’Europa Film Fest vi è infatti “A Field in England”, che come suggerisce il titolo ha il merito di trasformare la superficie erbosa di un campo nel set unico di un’avventura dai risvolti surreali

Mosaico d’Europa Film Fest: “The Selfish Giant” di Clio Barnard

The-Selfish-Giant

Come essere egoisti e come essere solidali, nella Gran Bretagna di oggi: si potrebbe riassumere così l’orizzonte etico di “The Selfish Giant,” il primo film del “Concorso Europeo” col quale ci siamo confrontati al Mosaico d’Europa Film Fest

Mosaico d’Europa Film Fest: “The Missing Picture” di Rithy Panh

In questo stesso weekend, mentre a Bologna il Future Film Festival si avviava verso la conclusione, un’altra manifestazione cinematografica cui siamo particolarmente legati prendeva il via, nella vicina Ravenna: il Mosaico d’Europa Film Fest

Future Film Festival: “McDull – The Pork of Music” di Brian Tse

McDull - The Pork of Music

Sbarcando il 2 aprile a Bologna il primo film d’animazione che abbiamo voluto vedere è stato proprio “McDull: The Pork of Music di Brian Tse”, ennesimo capitolo di una saga molto popolare ad Hong Kong, ma che ha saputo fare proseliti anche altrove

The Fake. Al Florence Korea Film Fest un film d’animazione crudo e violento

fake

Dopo essere stato presentato alle ultime edizioni di prestigiosi festival internazionali come Toronto, Austin, Busan e Sitges, dove ha ricevuto il premio per il miglior film d’animazione, The Fake arriva finalmente anche in Italia grazie al Florence Korea Film Fest. Mentre scriviamo la dodicesima edizione della kermesse fiorentina dedicata al cinema sudcoreano si è appena [...]

Riff 2014: “Lucciole per lanterne” di Stefano e Mario Martone

Lucciole per lanterne

Stefano e Mario Martone sono gli autori del documentario “Lucciole per lanterne” che segue con sgomento la storia dell’indifeso popolo cileno schierato contro i mostri delle Multinazionali

Riff 2014: “The Girl From The Wardrobe” di Bodo Kox (Miglior Lungometraggio Internazionale)

The Girl from The Wardrobe

Dentro una realtà di margine, urbana e di vissuto, Bodo Kox e la sua immaginazione si insinuano con una tale spontaneità attraverso simboli, poesia, ironia, sentimento e l’irreversibilità delle cose, che il dentro-fuori si annulla, e il mondo diventa un al di là col quale escogitare vie di fuga alternative rispetto ad una ordinarietà sempre più incapace di farci guardare a fondo ciò in cui siamo immersi e noi stessi

Riff 2014: “Viramundo – Un Viaggio Musicale con Gilberto Gil” di Pierre-Yves Borgeaud

viramundo

“Viramundo – Un Viaggio Musicale con Gilberto Gil” è il periplo che il musicista brasiliano, nato a Salvador De Bahia nel 1942, compie per l’emisfero Sud partendo dalla sua terra natale passando per l’Australia degli aborigeni e le township del Sudafrica e per tornare nell’Amazzonia degli indios seguendo il filo della musica e della poesia che hanno mantenuto vive le radici e le tradizioni dei popoli invasi dalla colonizzazione

Riff 2014: “Il bastardo innocente” di Igor Maltagliati

Il bastardo innocente

Premesso che, dopo “La mamma imperfetta”, “Il bastardo innocente” è la prima Web Series che diventa un film e la prima prodotta in Italia ad essere esportata Oltreoceano, possiamo riconoscere al prodotto finito una credibilità di base che lascia affascinati ma non del tutto convinti

Bergamo Film Meeting: “Wolf” (Lupo) di Jim Taihuttu

wolf

Vi è forse troppa carne al fuoco, in una sceneggiatura che ha il merito di introdurre scenari interessanti, senza però approfondirli a dovere

Bergamo Film Meeting: “Louise Michel, la rebelle” di Sólveig Anspach

louise michel, la rebelle

Il primo impatto con l’edizione 2014 del Bergamo Film Meeting, in sintonia con una tradizione per cui in genere sono le retrospettive a soddisfare di più, è stato a dir poco esaltante, merito questo di una straordinaria cineasta: Sólveig Anspach

64. Festival di Berlino: “Black Coal, Thin Ice” di Yi’nan Diao (Orso d’Oro)

black-coal-thin-ice

“Black Coal, Thin Ice” di Yi’nan Diao, Orso d’Oro 2014, è un noir classico ambientato nella Cina contemporanea. La desolazione dell’essere umano, la sua solitudine senza soluzione, l’invincibilità dell’ingiustizia e del disordine, della cattiveria e dell’assurdità, la prevaricazione e il trionfo del male dominano il mondo, soprattutto quello di Yi’nan Diao che non intravede spiragli di luce nell’oscurità contemporanea popolata da esseri oramai abbrutiti.

Trieste Film Festival: “Scherzi da prete” (“Svećenikova djeca”) di Vinko Brešan

Svecenikova djeca

Tra le diverse “sorprese di genere” presentate quest’anno al Trieste Film Festival, ce n’è una che abbiamo apprezzato molto ma che ci ha sorpreso relativamente poco. Il motivo è presto detto: del regista cui si deve lo scoppiettante “Scherzi da prete” (Svećenikova djeca) conoscevamo già i trascorsi, orientati perlopiù verso commedie in grado di raccontare i cambiamenti avvenuti in Croazia, dopo la disgregazione dell’ex Yugoslavia

64. Festival di Berlino : “Tui na” (“Blind Massage”) di Lou Ye (Concorso)

Blind Massage

“Blind Massage” del regista cinese Lou Ye è un film riuscito, appassionante e totalizzante come il sentimento di cui parla, quell’amore che da solo può dare senso anche ad una vita incompleta

64. Festival di Berlino: “Aimer, boire et chanter” (“Life of Riley”) di Alain Resnais (Concorso)

life-of-riley

L’infaticabile Alain Resnais, 92 anni portati in maniera splendida, torna al cinema riprendendo due temi a lui cari, il mondo del teatro e la morte. Con tono lieve e utilizzando la messa in scena di uno spettacolo come filo conduttore, ci troviamo di fronte a del vero e proprio teatro filmato e adattato per il grande schermo

64. Festival di Berlino: “Xi You” di Tsai Ming Liang (Panorama Special)

journey-to-the-west

Xi You: il nuovo passo del futuro del cinema

64. Festival di Berlino: “Triptyque” di Robert Lepage e Pedro Pires (Panorama Special)

triptych

Robert Lepage e Pedro Pires traducono “Lipsynch”, riflessioni teatrali-multimediali di Lepage sugli organi corporei quali mappe identitarie ed emotive, nel cinematografico “Triptyque” presentato dentro la sezione Panorama Special e premiato della Menzione Speciale del Jurado Ecuménico

64. Festival di Berlino: “The little house” di Yôji Yamada (Concorso)

the-little-house

Yôji Yamada non è Yasujirô Ozu, anche se ne trae ispirazione da sempre. “The Little House” (probabilmente candidato ad un premio all’interno della sezione del Concorso), è una gran bella storia. Con la capacità di raccontarci la vita dentro uno spaccato tanto semplice quanto straordinario negli strati di verità che tocca

64. Festival di Berlino: “Boyhood” di Richard Linklater (Concorso)

boyhood

Alcuni film commuovono, altri divertono. Alcuni raccontano avventure fantastiche, altri piccole storie vere. Altri si chiudono in due ore di proiezione, altri si estendono in saghe e capitoli. E poi c’è “Boyhood”, un film che non si dimentica

64. Festival di Berlino: “Asabani Nistam!” (I’m Not Angry) di Reza Dormishian (Panorama)

Asabani Nistam!

Reza Dormishian, classe 1981, arriva a Berlino dentro Panorama (sezione dedicata a nuovi autori, debutti visivi, sorprese-scoperte) portando con sé una pellicola seppur ancora acerba (suo secondo lungometraggio), carica di tracce variegate, riflesso visivo sociale ed emotivo di un sistema esistenziale (quello iraniano) senza speranza.

64. Festival di Berlino: “Fucking Different ΧΧΥ” di AA.VV (Panorama)

Fucking differenent xxy

Che il sesso sia il nemico sociale per eccellenza è un dato di fatto, che lo si sia fatto diventare nemico sociale, permettendone un controllo mirato, pure. Il merito di “Fuckyng Different ΧΧΥ”, compilation visiva sul trangenderismo resa da filmmakers e protagonisti che lo vivono sulla propria pelle, è soprattutto quello di demistificare

64. Festival di Berlino: “Cathedrals of Culture” di AA.VV. (Berlinale Special)

cathedrals-of-culture

“Cathedrals of Culture”: l’occhio del 3D ribalta la percezione di sei icone dell’architettura moderna

64. Festival di Berlino: “In Order of Disappearance” di Hans Petter Moland (Concorso)

La morte e la violenza hanno davvero poco di tragico in un film dove si ricorre allo stereotipo solo per poi sberleffarlo. Con le dovute differenze geografiche e di visioni, “In Order of Disappearance” calca l’onda del migliore Tarantino.

64. Festival di Berlino: “Pierrot Lunaire” di Bruce LaBruce (Forum Expanded)

“Pierrot Lunaire”: LaBruce rivisita Arnold Schönber dentro un Querr emblema dello smarrimento contemporaneo

64. Festival di Berlino: “Is The Man Who Is Tall Happy?: An Animated Conversation with Noam Chomsky” di Michel Gondry (Panorama)

is-the-man-who-is-tall-happy-una-scena-animata-del-documentario-298162

Dopo “Eternal Sunshine of the Spotless Mind”, il capolavoro sull’amore, il visionario “L’arte del sogno” e il documentario di stampo famigliare “The Thorn in the Heart”, Gondry si lascia ispirare dalle tesi sul linguaggio del monumentale Chomsky per incalzare lo studioso con quesiti personali e filosofici.

64. Festival di Berlino: “’71” di Yann Demange (Concorso)

Dal buio della notte all’accecante luce delle esplosioni, mostrando una realtà di paranoia e confusione, “’71” è un’interessante parabola contro la guerra che ha il pregio di un’ottima regia ed un fantastico protagonista

64. Festival di Berlino: “Jack” di Edward Berger (Concorso)/”Stereo” di Maximilian Erlenwein (Panorama)

Jack

Se in “Jack” Berlino è il luogo della ricerca e dell’inafferrabile, in “Stereo” è il luogo dell’identità e della verità, per quanto scomoda e ingombrante

64. Festival di Berlino: “Love is strange” di Ira Sachs (Panorama)

Non è un saggio sull’amore e nemmeno un’opportunità per suggerire risposte chiarificatrici. “Love is strange” è un racconto corale e generazionale su un sentimento che si declina ogni volta in modo diverso

Trieste Film Festival: “Styd” (Shame) di Jusup Razykov

styd

“Harmony Lessons” del giovane kazako Emir Baigazin (già visto alla Berlinale del 2013) e il film del russo Jusup Razykov, “Styd” (Shame), sono state a nostro avviso le migliori opere in concorso al Trieste Film Festival.

Trieste Film Festival: “Quando la sera scende su Bucarest o Metabolismo” di Corneliu Porumboiu

Dietro questo titolo kilometrico si cela un’operazione meta-cinematografica atipica, in cui il meta-cinema si fa veicolo di sottili ironie e di uno sguardo disincantato sugli intellettuali di oggi: pavidi, confusi, inconcludenti, fondamentalmente incapaci di dialogare con la realtà circostante e persino tra loro

Trieste Film Festival: “Project: Rak” di Damjan Kozole

Per focalizzare ulteriormente “Project: Rak”, traducibile per l’appunto come “Project: Cance”r, in inglese, facciamo appello alle note di regia dello stesso Kozole:“In tutta l’opera di Ulay, identità sessuale e corpo umano sono stati il tema principale. E il corpo umano è anche il tema di questo film. Non Ulay, ma il suo corpo.”

The Immigrant

…..un filmone, molto ben confezionato (stupenda la fotografia di Darius Khondji e l’atmosfera del Lower East Side nella Manhattan degli Venti), con una storia solida ma già vista, che tocca punte di grande cinema e momenti decisamente noiosi

Trieste Film Festival: “In Bloom” di Nana Ekvtimishvili e Simon Groß

bef85af84532f34bbde6e9e1ca8a6afb

Nozze d’argento per il Trieste Film Festival. La venticinquesima edizione di questa illustre manifestazione cinematografica, tradizionalmente legata al cinema dell’Europa centro-orientale, sì è aperta il 17 gennaio

¡Que viva F35estival! 35 Festival del Nuevo Cine Latino-Americano

Da La Habana, Cuba, Antonia Double ha seguito per TAXI DRIVERS il 35 Festival del Nuevo Cine Latino-Americano

Sulmonacinema Film Festival: “Venezia salva” di Serena Nono

Tra i diversi motivi d’incanto dell’ultima edizione di Sulmonacinema vi è stato anche, a nostro avviso, il film scelto per la serata di chiusura del festival, ovvero “Venezia salva” di Serena Nono

China Independent Film Festival: ovvero come svelare il cinema indipendente cinese e la sua battaglia

CIFF

Dopo l’interdizione dell’annata 2012, finalmente questo novembre il China Independent Film Festival è tornato ad ospitare i migliori prodotti del cinema indipendente cinese: dai documentari agli sperimentali, dai cortometraggi ai film pronti per il pubblico dei cinema.

Venezia 70: “Still life” di Uberto Pasolini, premio Orizzonti per la migliore Regia (Orizzonti)

Dopo dodici giorni di film, l’unico che mi ha veramente fatto saltare sulla poltrona è stata quest’opera che, con mio grande sollievo, almeno porta una firma italiana, quella di Uberto Pasolini

Venezia 70: “Philomena” di Stephen Frears (In Concorso)

Il film segna davvero da un lato un grande ritorno, dall’altro una nuova fase, dell’arte cinematografica di Stephen Frears

Publisher: Vincenzo Patanè Garsia | Ufficio stampa: Valentina Calabrese | Concept designer: Gianna Caratelli | Webmaster: Creazioni Web