Amore liquido (dal 25 Agosto al Nuovo Cinema Aquila)

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In una società liquida frammentata, polverizzata, anche l’amore diventa liquido e «La solitudine genera insicurezza, ma altrettanto fa la relazione sentimentale. In una relazione, puoi sentirti insicuro quanto saresti senza di essa, o anche peggio. Cambiano solo i nomi che dai alla tua ansia». Così chiosa il sociologo Zygmunt Bauman nel suo saggio da cui il regista Marco Luca Cattaneo mutua titolo e spunti riflessivi. 

Amore liquido (Miglior lungometraggio italiano al Riff 2010) ben riesce a rendere visivamente l’ardua impresa di raccontare le relazioni, oggi, in un tempo amniotico dove il consumo ha rapito il corpo e la sua sessualità, svuotandoli di senso e relegandoli in un recinto di pulsioni e dipendenze ossessive. Una Bologna estiva, deserta e vagamente inquietante, scandisce la quotidianità di Mario (un convincente Stefano Fregni), quarantenne operatore ecologico e pornodipendente. Solo l’incontro casuale con una giovane ragazza madre potrà innescare un cortocircuito di sentimenti ed emozioni non filtrato dal video, con cui Mario dovrà fare i conti. Tempi cinematografici silenziosi e diluiti, anch’essi liquidi, per un film indipendente realizzato con pochi mezzi ed una fotografia ottima ed essenziale.

Natasha Ceci

Scritto da il ago 25 2010. Registrato sotto EXTRA. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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