Vieni a vivere a Napoli

  • Anno: 2017
  • Durata: 88'
  • Distribuzione: Europictures
  • Genere: Commedia
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Guido Lombardi, Francesco Prisco, Edoardo De Angelis
  • Data di uscita: 23-March-2017

Uscirà al cinema il 23 marzo 2017 il film “Vieni a vivere a Napoli”, un’insolita commedia in tre episodi diretti da Edoardo De Angelis, Guido Lombardi e Francesco Prisco.

Sinossi

Commedia ad episodi ma con un tema unico: il rapporto che Napoli ha con i cittadini immigrati. Il primo episodio Nina e Yoyo è diretto da Guido Lombardi, Luba è diretto invece da Francesco Prisco, mentre Magnifico shock vede alla regia Edoardo De Angelis

Recensione

La commedia gioca in maniera spiritosa con i luoghi comuni della napoletanità, visti però – ed è questa la particolarità e il pregio dell’opera – da uno sguardo “altro”

Vieni a vivere a Napoli è composto da tre episodi – di circa mezz’ora ciascuno – legati, oltre che dall’ambientazione napoletana e dalla tematica dello “straniero” – anche dallo stesso cast tecnico e dalla presenza dell’attore Giovanni Esposito, il cui personaggio fa da sottile fil rouge narrativo a tutto il film.

In Nino e Yoyo di Guido Lombardi (Take Five, Là-bas) una donna napoletana fa da babysitter a un bambino cinese (Marco Li): a causa di una sua partenza improvvisa, ad occuparsi per qualche giorno del bimbo sarà il fratello Nino (Gianfelice Imparato), neghittoso portiere dello stabile.

Luba di Francesco Prisco (Nottetempo) ci mostra la triste vita dell’omonima badante ucraina (Valentina Lapushova), che nel suo paese era stata una star della televisione: quando viene licenziata e cacciata di casa, si ritrova sola ad affrontare la notte.

Magnifico Shock di Edoardo De Angelis (Indivisibili, Perez.) racconta una giornata del giovane cameriere cingalese Amila (Bagga Lankapura), catapultato suo malgrado nel “neomelodico” mondo della cantante Miriam (Candurro).

I tre registi hanno il merito di mettere in scena, pur nell’ovvia tendenza al surreale e al grottesco tipica del genere, un ritratto convincente della Napoli contemporanea

La commedia – perché questo è il registro dominante del film, benché non sia l’unico e comunque declinato in maniera diversa in ogni episodio – gioca in maniera spiritosa con i luoghi comuni della napoletanità, visti però – ed è questa la particolarità e il pregio dell’opera  – da uno sguardo “altro”: quello appunto degli immigrati, rappresentanti qui di alcune delle principali etnie “esogene” che abitano la città (e l’Italia tutta) e interpretati da tre non-professionisti (affiancati da tanti bravi attori napoletani tra cui anche Antonio Casagrande e Massimiliano Gallo).

Ma vale anche il reciproco: anche noi (pubblico italiano) abbiamo la possibilità di vedere “loro” da un punto di vista più intimo e meno sofferente di stereotipi, e forse addirittura di immedesimarci: ecco quindi tre storie di scontro/incontro tra culture che, se magari faticano a capirsi, comunque non possono fare a meno di attrarsi.

Vieni a vivere a Napoli è prodotto dalla Run Film di Andrea e Alessandro Cannavale in collaborazione con Rai Cinema

La città si dimostra dunque aperta e accogliente – come suggerisce il titolo – pur in tutta la sua peculiarità (e problematicità): i tre registi, tutti napoletani nati negli anni ’70, che hanno già debuttato nel lungo da qualche anno, hanno il merito di mettere in scena, pur nell’ovvia tendenza al surreale e al grottesco tipica del genere, un ritratto convincente della Napoli contemporanea – dove il “buonismo” è sapientemente evitato – e non indegno dell’importante tradizione italiana della commedia a episodi.

Prodotto dalla Run Film di Andrea e Alessandro Cannavale in collaborazione con Rai Cinema.

Edoardo Necchio

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