Pino Daniele – Il Tempo resterà

  • Anno: 2017
  • Durata: 108'
  • Distribuzione: Nexo Digital
  • Genere: Documentario
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Giorgio Verdelli
  • Data di uscita: 20-March-2017

A due anni di distanza dalla scomparsa del musicista, il documentario Pino Daniele – Il Tempo resterà, racconta la vita, il pensiero e la musica del grande artista partenopeo.

Diretto da Giorgio Verdelli e supportato dal contributo di Claudio Amendola, il film sarà distribuito nelle sale italiane da Nexo Digital solo il 20 – 21 – 22 marzo, in collaborazione con Radio Deejay e Mymovies e prodotto da Sudovest Produzioni e Rai Cinema. 

Sinossi

A partire dal rapporto intimo e profondo con la città di Napoli e la sua capacità di essere un artista apprezzato a livello internazionale, attraverso immagini di repertorio, concerti, interviste e ricordi degli amici e dei collaboratori più stretti, il regista realizza un ritratto della vita artistica di Pino Daniele.

Recensione

Giorgio Vederlli non realizza una biografia – “anche se a tratti sembra esserlo”, commenta il regista – , ma segue un percorso emozionale (e forse istintivo) nella musica e nel pensiero di Pino Daniele; attraverso immagini di repertorio e interviste realizzate ai suoi più stretti collaborati: James Senese, Tullio De Piscopo, Tony Esposito, Joe Amoruso, ma anche a tante personalità del mondo dello spettacolo che lo hanno conosciuto e lo ricordano con affetto: Renzo Arbore, Massimo Ranieri, Ezio Bosso, Jovanotti, Clementino, Vasco Rossi e tanti altri.

Le prime immagini del documentario sono in bianco e nero e ritraggono un Pino Daniele giovane e sorridente. Ma le prime parole sono un ricordo affettuoso di Jovanotti che ricorda un pomeriggio passato insieme a Pino, un ragazzo incantato dal talento dell’artista napoletano e dalla sua grande sensibilità verso l’arte, le persone e la vita.

Il Tempo Resterà è un viaggio emotivo e appassionato, celebrativo e per nulla cronologico, con un materiale di repertorio ricercato, e un utilizzo della musica mai scontato

Il regista celebra ampiamente l’arte di Pino Daniele, escludendo forse un po’ troppo la vita del cantautore (l’infanzia, gli amori o la famiglia vengono appena accennate), a discapito, probabilmente, di un grande materiale che tra immagini di repertorio (alcune assolutamente inedite), e interviste appositamente realizzate, formano una grande mole di girato da sintetizzare nello spazio di un documentario.

Dalla giovinezza alla maturità, Pino Daniele viene raccontato solo e unicamente seguendo la sua evoluzione artistica, ma senza un ordine cronologico: le immagini dei suoi concerti vanno dai primi anni ’70 fino alle apparizioni più recenti, e solo una logica istintiva e, a tratti, disordinata, conduce lo spettatore tra la musica – raccontata e non spiegata –, nata dall’influenza del blues e del jazz, unita alla tradizione napoletana e al suo pensiero attento e partecipe alla vita della sua città.

Dalla giovinezza alla maturità, Pino Daniele viene raccontato solo e unicamente seguendo la sua evoluzione artistica

Soprattutto attraverso Napoli e le sue contraddizioni, Pino Daniele reinventa le sonorità della musica partenopea – nel documentario la città viene metaforicamente ripercorsa sulle ruote di un pullman, come quello usato in tour da Daniele e dalla sua storica formazione – insieme a tantissimi filmati inediti, di cui forse il più affascinante è una registrazione in cui l’artista suona a Massimo Troisi una prima versione di “Quando”, la canzone poi scelta per la colonna sonora di Pensavo fosse amore… invece era un calesse.

Il Tempo Resterà è un viaggio emotivo e appassionato, celebrativo e per nulla cronologico, con un materiale di repertorio ricercato, e un utilizzo della musica mai scontato. Adatto soprattutto a chi già conosce l’arte di Pino Daniele e non a chi si aspetta di sentire le sue canzoni più famose.

Il documentario mira soprattutto a descrivere il pensiero dell’artista e a sottolineare il suo ruolo all’interno del panorama della musica italiana

Il documentario mira soprattutto a descrivere il pensiero dell’artista e a sottolineare il suo ruolo all’interno del panorama della musica italiana, grazie ad una grande numero di interviste ai cantanti e cantautori moderni (anche se l’alto numero degli interventi porta, verso la fine, alla ripetizione degli stessi concetti), teso a rendere il più possibile l’idea di musica che il cantante napoletano ha concepito e sviluppato negli anni.

Un’idea nata dalla volontà di Daniele di comunicare con gli altri, per raccontare la sua città, i suoi amori e attraverso la musica imparare a seguire il tempo.

Alessio Paolesse

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