Il pugile del Duce

  • Anno: 2016
  • Durata: 65'
  • Distribuzione: Cinecittà Luce
  • Genere: Documentario
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Tony Saccucci
  • Data di uscita: 21-March-2017

La sera del 24 giugno 1928, allo stadio Nazionale di Roma, davanti a quasi 40.000 spettatori e in collegamento radio con le città d’Italia, Leone Jacovacci diventava campione europeo dei pesi medi

Sinossi

Mauro Valeri, tra i massimi esperti di razzismo in Italia, nonché biografo di Leone Jacovacci, racconta la vicenda di uno dei pugili italiani più forti, ingiustamente censurato dal regime fascista per via del colore della sua pelle.

Attraverso la vicenda di Leone, tra lavori, identità e paesi diversi, e i suoi incontri su navi, strade, locali e poi ring ufficiali, e la sua mite impossibilità a non essere riconosciuto come il più forte del suo tempo, il documentario si intreccia con l’esperienza di Mauro, coinvolto nel film anche come padre di un figlio con origini eritree, vittima da bambino di episodi di razzismo.

Recensione

Leone era uno dei pugili più forti, era campione d’Europa, ed era italiano. Ma Leone non poteva essere tutto questo. Perché era un italiano nero

La storia di Leone Jacovacci, metà italiano e metà congolese, ha finalmente trovato giustizia.

Il filmato, sepolto da quel lontano 24 giugno 1928 tra gli archivi dell’Istituto Luce e riscoperto dal regista Tony Saccucci (insieme al protagonista e ispiratore del documentario, Mauro Valeri), mostra l’incontro di Leone contro Bosisio per il titolo europeo.

Di quel reperto, incredibilmente ben conservato, su cui ruota l’intero documentario – purtroppo arrivato a noi incompleto e rimaneggiato – la censura fascista ne rimuove i momenti più significativi.

Paradossalmente, il momento più importante della carriera pugilistica di Leone coincide anche con la sua fine: un atleta potente, agile, tecnicamente perfetto, capace di gareggiare sia come peso medio che medio massimo, vede ogni possibilità di futuro spegnersi a causa del colore della sua pelle.

Un documentario contro il razzismo e un’ideologia ottusa (non a caso viene distribuito il 21 marzo, in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale), capace di privare l’Italia di un atleta potente e amato. Ma soprattutto una meticolosa ricerca storica; grazie al duro lavoro di ricerca di Mauro Valeri, poi pubblicata con un libro: “Nero di Roma”, su cui il regista ha basato la sceneggiatura del film.

Prodotto e distribuito da Istituto Luce Cinecittà, la storia fin ad ora sconosciuta di Leone risorge dagli archivi dell’Istituto Luce grazie al documentario di Tony Saccucci, Il pugile del Duce

Il ritmo del documentario riesce a sostenere un materiale d’archivio – si interessante – ma davvero esiguo. Leone Jacovacci vive ancora nelle foto e nei brevi filmati sopravvissuti alla censura, e lo vediamo sorridere, allenarsi, combattere –  un fascio di muscoli tecnicamente perfetto –  ma un viso dolce e, in alcuni momenti, quasi ingenuo; come una vittima inconsapevole di quello che lo Stato italiano stava riservando al suo talento (anche se drammaticamente evidente).

A sostenere le poche immagini di Leone, in ogni caso notevoli per qualità e interesse storico, un utilizzo sapiente di articoli di giornali: ricercati e sottolineati da una voce narrante, alternati all’intervista realizzata a Mauro Valeri, che ripercorre e commenta la complessa personalità di Leone.

Con questa storia il regista, Tony Saccucci, intreccia due vite lontane, quella di Leone e del figlio di Valeri, vittima anch’esso di episodi di razzismo

Il tutto legato da un puntuale commento musicale realizzato da Alessandro Gwis e Riccardo Manzi.

Con questa storia il regista intreccia due vite lontane, quella di Leone e del figlio di Valeri, vittima anch’esso di episodi di razzismo; un filo che lega due episodi temporalmente diversi eppure ancora drammaticamente simili.

Ma tra passato e presente si contrappone un messaggio di speranza: dimenticato per anni dalla storia, il documentario regala al pugile italo-africano una vittoria postuma, ricordando quale incredibile atleta e soprattutto orgoglioso italiano era Leone Jacovacci.

Alessio Paolesse

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