La fabbrica fantasma di Mimmo Calopresti da oggi su CinemaVerità

Viene pubblicato oggi, mercoledì 8 febbraio alle ore 12:00, il secondo titolo proposto da “Cinema Verità”, la nuova piattaforma di streaming gratuito dedicata alla condivisione e fruizione di film lunghi e corti & documentari.

Si tratta di “La fabbrica fantasma”, documentario firmato nella regia dal direttore editoriale del canale Mimmo Calopresti

 

Come anticipato durante la conferenza stampa di lancio del canale, CinemaVerità offrirà settimanalmente ai suoi fruitori una selezione di filmati, film e documentari in assoluta anteprima, recenti e vintage, che hanno il merito di raccontare la nostra storia senza filtri o pregiudizi o condizionamenti politici. Ogni settimana il pubblico potrà fruire di un titolo più importante e di altre 4 o 5 sottonovità.

Il titolo di punta scelto per questa seconda settimana di programmazione è La fabbrica fantasma – verità sulla mia Bambola di Mimmo Calopresti.

Il film sarà visibile da oggi mercoledì 8 febbraio alle ore 12:00 sull’homepage di CinemaVerità: www.cinemaverita.info

La Fabbrica Fantasma – Verità sulla mia Bambola é un documentario che racconta il mondo della contraffazione prendendo spunto da una conversazione di Mimmo Calopresti con la figlia, la piccola Clio, che gioca con una bambola falsa. In 50 minuti mostra luoghi e personaggi diversi, legati dal traffico di merci e dalla contraffazione. È un viaggio che dal porto di Napoli giunge fino al confine tra Ungheria e Ucraina, a contatto con trafficanti senza scrupoli. Relegata ai margini di un impero in cui tutto è consentito, la fabbrica fantasma diventa il non luogo che nessuno è pronto a denunciare ma che tutti conoscono. Giocattoli, cibo, sigarette.. E così la salute pubblica, le norme sul lavoro, l’economia vengono compromesse perché il mercato non ha confini e a tutto viene dato un prezzo: il più basso possibile. L’importante è sempre e solo il denaro, il controllo e il potere.

In Italia il mercato del falso produce ricavi per 6 miliardi e 535 milioni di euro e toglie all’economia 105.000 lavoratori regolari a tempo pieno; i settori più colpiti dalla contraffazione sono abbigliamento e accessori (pari al 34,3% dell’intero valore), cd, dvd e software (27,3% del totale) e prodotti alimentari (15,8% del totale)

 



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