Manhattan Nocturne

  • Anno: 2016
  • Durata: 116'
  • Distribuzione: n.d.
  • Genere: Thriller
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Brian DeCubellis

Sinossi:  Porter Wren  è un famoso giornalista di cronaca nera che a suo tempo riuscì a ritrovare una bambina scomparsa portando il suo aiuto agli investigatori. Ora lavora per Hobbes, un magnate dell’editoria che gli propone di curare una rubrica per il suo giornale. Durante una festa organizzata dall’editore, Porter incontra Caroline, affascinante e sensuale vedova di un noto ed eccentrico regista. La donna propone al cronista di indagare sulla morte del marito avvenuta in circostanze misteriose: il corpo dell’ uomo è stato infatti ritrovato sotto le macerie di un palazzo in demolizione. Porter, sempre più attratto dalla donna e alla ricerca di riscatto accetta l’incarico. Questo lo porterà a mettere in discussione il suo rapporto coniugale e ad entrare in una torbida storia dove niente è come sembra.

Recensione: Manhattan Nocturne di Decubellis ricorda le atmosfere del noir americano degli anni Quaranta. Lo dimostra l’uso delle immagini notturne di una Manhattan poco esplorata e piena di segreti e l’uso della voce fuori campo del protagonista che rende partecipe lo spettatore dei suoi pensieri. Adrien Brody si dimostra perfetto nel ruolo del protagonista, caratterizzando un personaggio dalle mille sfumature, insoddisfatto della monotonia della sua vita privata, che allo stesso tempo vuole proteggere da ciò con cui il suo lavoro di cronista lo costringe a venire in contatto: corruzione, omicidi, misteriose sparizioni ed altro. Non manca il personaggio della femme fatale, sempre più ambiguo e sensuale che avvolge il protagonista nella sua rete di menzogne che verranno svelate soprattutto nel finale. Dal punto di vista della trama, se le premesse erano buone e pronte per essere sfruttate, ci si perde soprattutto nell’epilogo, e i vari passaggi narrativi sono mal collegati fra loro. Il film può quindi puntare soprattutto sulla forza dei singoli personaggi e sulla scenografia. Altra pecca è l’eccesso di volgarità in alcune scene che poteva essere risparmiato. Un occasione sprecata.

Alessia Di Fazio

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