Frank di Lenny Abrahamson in dvd

Frank
  • Anno: 2014
  • Durata: 95'
  • Distribuzione: Koch Media
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Gran Bretagna, Irlanda
  • Regia: Lenny Abrahamson

I Love you all”, canta Frank nella struggente sequenza finale, in cui, dopo aver rinunciato ad indossare l’immancabile maschera – testa di cartapesta – che non toglieva neanche per farsi la doccia o dormire, si produce in una malinconica performance, avendo realizzato, forse per la prima volta, una vera canzone, intensa, che arriva dritta al cuore, dimostrando a se stesso e agli altri componenti della sua band di possedere un reale talento, in barba allo stereotipato ghetto dell’artista d’avanguardia, dove troppo spesso di era intrattenuto per la smania di rompere gli schemi e produrre qualcosa di originale.

Questo Frank di Lenny Abrahamson, di cui abbiamo recentemente apprezzato l’interessante Room, al di là della trovata dell’identità nascosta (e sul tema della maschera – vedi Nietzsche – si potrebbero versare fiumi d’inchiostro), traccia, mutuando Joyce, un ritratto dell’artista colto nel momento fatidico del processo creativo, desacralizzandolo, mostrandocene le miserie, laddove assai spesso anche gli individui più dotati rischiano di essere risucchiati da un velleitarismo che li rende macchiette, mosse dall’ansia di stupire, anziché dalla necessità di accordarsi sinceramente con la propria anima, per produrre un’opera sentita fino in fondo. Ma Frank, affrontando anche il tema dei social network – i video caricati su Youtube da Jon (Domhnall Gleeson) -, tratta, attualizzandola, la questione del versante della fruizione, giacché le nuove modalità di ricezione  di quanto viene realizzato nel campo dell’arte (in particolare per la musica e la cinematografia) impongono una riflessione seria su come oggi si stabilisca il valore di un’opera, visto che il livello di diffusione è divenuto il parametro principale cui attenersi. Prima ancora di soffermarsi sul momento creativo, dunque, bisogna capire a chi è indirizzato il prodotto finale, e, provando ad abbozzare una rudimentale indagine, sembrerebbe che i soggetti destinatari siano stati risucchiati da un anonimato generalizzato, una massa informe che, attraverso i numeri degli accessi e delle visualizzazioni, decreta il successo di un artista. Se è vero che le ‘moltitudini’ costituiscono la fisiologica evoluzione delle ‘masse’, soprattutto in riferimento alle modalità produttive e alle nuove frontiere del mondo del lavoro (quella creatività che costituisce un’eccedenza che il capitale non riesce, seguendo il gergo deleuziano, a riterritorializzare), non si può di contro cedere a una logica omologante che oscurerebbe pericolosamente il decisivo momento di fruizione del singolo, il quale, all’interno di un quadro comunitario, rappresenta un passaggio imprescindibile, senza cui non è dato poter registrare, se ancora c’è da qualche parte, la bellezza.  Insomma, detto in altri termini non si può rinunciare a quel giudizio riflettente (kantiano) che, al contrario di quello di gusto (complice del paralizzante relativismo contemporaneo), ha pretesa di universalità, chiede cioè che la sua dichiarazione di bellezza venga condivisa da tutti, senza peraltro poter mai esser certi (per fortuna) che ciò davvero accada (è una sensazione che si prova, innanzitutto e per lo più, sempre singolarmente, e comunitariamente quando si partecipa liturgicamente a un’esibizione – una mostra, un concerto, la proiezione di un film).

Frank (Michael Fassbender ha coraggiosamente raccolto la sfida di recitare per quasi tutto il film con il volto nascosto sotto un testone di cartapesta), in un certo senso, fornisce un esempio estremo di come il processo identitario (la salvaguardia della propria singolarità) non possa essere in alcun modo tralasciato o rimpiazzato da pratiche che cercano di riportare sul piano reale quanto accade – vedi la iattura della diffusione massiva di avatar – nel mare magnum di una rete virtuale che, se maldestramente usata, può condurre a una propagazione incontrollabile dei disturbi della personalità. Sebbene non sia un figlio del web, Frank ne incarna le derive più pericolose, e solo un duro scontro con la realtà può farlo rinsavire e riportarlo, anche se dolorosamente, nei binari di una vita sociale sana, in cui, in ultima analisi, potere dare adito alla propria interessante creatività.

Non ci si è soffermati volutamente sul tono surreale che attraversa il film, perché non lo si ritiene decisivo quanto il problema del percorso di formazione della soggettività, questione di cruciale importanza nell’attuale panorama antropologico.

Pubblicato da I Wonder Pictures e distribuito da Koch Media, Frank è disponibile in dvd, in formato 2.35:1, con audio in italiano e originale (DD 5.1), con sottotitoli opzionabili. Nei contenuti extra il Trailer, il Making Of e le interviste al regista e agli attori.

Luca Biscontini



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