Collezione Mike Leigh con CG Entertainment

Mike Leigh

    CG Entertainment fa un bel regalo di Natale a tutti gli amanti del cinema di Mike Leigh: un prezioso box in cui sono contenuti tre film che, per la scansione cronologica che li contraddistingue, forniscono un panorama interessante ed esaustivo dell’attività del celebre regista inglese. Leigh è solito ambientare le proprie storie nella Londra dei sobborghi, dando visibilità a quella working-class tanto cara, di cui restituisce i caratteri essenziali, in contrasto con una middle-class opulenta, fanfarona, irrimediabilmente fuori misura, spesso assente, o meglio presente spettralmente in un fuori campo che riverbera sulla narrazione. E’ il caso in particolare del primo lungometraggio, Belle speranze (High Hopes, 1988), uno dei film che hanno fatto coniare la definizione “British Renaissance” per il cinema britannico della seconda metà degli anni ottanta, in cui, penetrando all’interno degli sgangherati rapporti di un nucleo famigliare disomogeneo, vengono rivalutati, sullo sfondo di un clima politico avvelenato dallo smantellamento dei diritti dei lavoratori operato dal primo ministro Margaret Thatcher, i pesi specifici di due classi, le quali, nella loro irriducibile differenza ontologica (che Leigh restituisce magistralmente), non cessano di opporsi, di costituire un modo di essere nel mondo inconciliabile. Con ironia e gusto per la deformazione macchiettistica, Leigh fa un ritratto impietoso della borghesia della city, tutta tesa all’appagamento grottesco del desiderio di consumo, che per realizzarsi, oltre a concretizzarsi nell’accumulo massivo di merci, deve trovare uno sguardo a cui mostrarsi, rispondendo alla deriva narcisistica che è propria della rincorsa all’acquisto. Il regista è abilissimo a restituire questo particolare aspetto, rivelando quanto l’ostentare sia necessario al perfezionamento del momento psicologico della logica consumistica.

    Il secondo film è Naked (1993), che fu presentato in concorso al 46º Festival di Cannes, dove Mike Leigh vinse il premio per la miglior regia e il protagonista David Thewlis quello per la miglior interpretazione maschile. Sempre sullo sfondo di una Londra fredda, periferica, ostile, seguiamo le peripezie di Johnny (ottima davvero la performance di Thewlis), un folletto spuntato fuori da chissà dove (sappiamo solo che proviene da Manchester), il quale, filosofo da strapazzo, amante del paradosso e delle provocazioni, assale chiunque gli capiti a tiro, turbandolo con un eloquio compulsivo e ciarliero, per il gusto di far sprofondare nell’abisso in cui egli stesso è da tempo precipitato. Esercita un certo fascino sulle donne che incrocia e con le quali, nella maggior parte dei casi, finisce a letto, e intrattiene conversazioni, a tratti interessanti, con tanti altri individui, nel corso di una notte gelida e inospitale, spettrale. Il suo viaggio al termine notte (tanto per disturbare Celine) lo condurrà a un risveglio amaro, che lo costringerà a dover fare i conti con se stesso, a rivalutare le proprie posizioni, imponendogli di togliersi di dosso quella maschera che, seppur affascinante per qualcuno, gli impedisce di realizzare quel processo di soggettivazione a cui nessuno si può, in definitiva, sottrarre.

    Infine, a ridosso del nuovo millennio, Leigh realizza Topsy-Turvy – Sotto-Sopra (1999), con cui cambia totalmente registro e si cimenta con l’opera comica, rivelando notevoli capacità di messa in scena, vista la mole di kolossal del film, che fu premiato con due Oscar, per i costumi e il trucco, oltre che per la miglior interpretazione maschile (Jim Broadbent) al Festival di Venezia.  La storia è quella vera della creazione e della successiva rappresentazione di The Mikado, spettacolo che avrebbe decretato il trionfo di Arthur Sullivan e W. S. Gilbert, i due più grandi autori dell’epoca (fine ottocento). Con una sarabanda di musiche, canti, costumi, trucchi, recitazioni eccessive, teatrali, Leigh restituisce un aspetto sconosciuto di un periodo storico che seppe, malgrado l’immagine troppo spesso veicolata, essere leggero, divertente, mosso dall’intento di intrattenere un’umanità che, già allora, aveva un estremo bisogno di evasione, compressa com’era da una realtà tutt’altro che rassicurante. L’incursione del regista nel cinema ‘ufficiale’, quello per intenderci che poteva contare su ingenti risorse economiche, si rivela una prova riuscita, laddove Leigh riuscì comunque a mantenere un’originalità di sguardo che rende il film un oggetto misterioso e appassionante al tempo stesso.

    Belle speranze, Naked e Topsy-Turvy – Sotto-Sopra sono disponibili in dvd con audio in italiano e originale con sottotitoli opzionabili, e nel corretto formato di visione, all’interno di un box unico. Un’ottima idea per un prezioso regalo di Natale.

    Luca Biscontini

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