Quo Vado?

  • Anno: 2016
  • Durata: 86'
  • Distribuzione: Medusa
  • Genere: Commedia
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Gennaro Nunziante
  • Data di uscita: 01-January-2016

Sinossi: Checco Zalone è il tipico italiano medio con un’unica speranza nella vita: arrivare, ottenere e mantenere il posto fisso. Niente è più importante del posto fisso. Il posto fisso ti regala la gioa, la soddisfazione, il posto fisso è vita. Il posto fisso vuol dire stare accanto a mammà, sposarsi una donna che ti sposa solo perché hai il posto fisso e il posto fisso garantirà un futuro di altri posti fissi alla propria famiglia.

Recensione: In Quo Vado? ci sono riprese bellissime girate in Norvegia, per il resto il film fa ridere (io se avessi un posto fisso e tutte le dinamiche che accompagnano le persone ad ottenerlo non riderei tanto), ma a quanto pare agli italiani piace essere presi in giro. Poi si sa, Medusa è una macchina da guerra. Non ci si può lamentare del potere che ha se questo potere gli è stato dato dagli stessi che si lamentano.

Si capiva già in conferenza stampa da quanta popolarità e da quanto la gente tenesse a fare un selfie con Checco Zalone/Luca Medici che Quo Vado? sarebbe stato così al centro dell’attenzione, ma che veramente l’Italia fosse un Paese ridotto a fare un caso di un film che fa ridere ma al quale non ci si può aggrappare come se fosse una pellicola da Oscar, beh, questo clamore intorno al film di Zalone è veramente da Paese sull’orlo di una crisi di nervi o da crisi già in atto, o gli psicofarmaci non stanno funzionando.

Il film di Zalone è un film che fa ridere, che prende in giro l’italiano medio, che prende in giro anche quelli  che sono andati al cinema a vederlo, ad ammazzarsi di risate, ma che sono i primi ad aver lottato con tutte le loro forze per avere il posto fisso, che hanno chiesto insistentemente l’aiuto del politico della DC. Quelli che di fondo non hanno capito che è la loro risata che ha sotterrato il Paese. Come si dice “una risata vi seppellirà”. Ecco forse il sottotitolo del film dovrebbe essere questo. Purtroppo gli italiani che sognano il posto fisso non ci arrivano a capire che Zalone gli ha presi profondamente in giro, e insistono e si godono i privilegi di un tanto agognato lavoro sicuro.  E’ a quelli che scrivono sui giornali che Checco Zalone ha dato una lezione, e a tutti i registi italiani, come se Paolo Sorrentino avesse come modello cinematografico quello comico o come se Zalone volesse fare capriole alla Sorrentino con la macchina da presa. Una domanda da fare c’è: ma a Natale che cosa avete mangiato per far tanta confusione cinematografica?

Nanni Moretti si sta mangiando i tappi delle penne Bic, forse per il guadagno di Checco Zalone, e forse ci sta pure, ma se uno come Nanni Moretti/Sorrentino (come dice la stampa italiana e i critici da tastiera) è invidioso del cinema di Checco Zalone, allora davvero chiudiamo tutto e trasferiamoci al Polo Nord. Perché Moretti and Co vuol dire che non stanno bene se sono poco poco invidiosi del cinema e dei guadagni di Zalone. Perché diciamolo: Checco Zalone è un personaggio intelligente, intelligente è Gennaro Nunziante, intelligente è chi ha puntato su di lui e chi fa sì che i suoi film escano proprio a Capodanno, ma da lì a paragonare un cinema completamente diverso a quello di Zalone, beh, veramente ce ne vuole. Il pubblico italiano si sa com’è, non ha mai brillato per perspicacia.

L’altra stupidaggine profonda tipica di questo Paese che non ha più niente da fare se non dire stupidaggini è l’eterna lotta del fantomatico cinema di sinistra contro un fantomatico cinema di destra. Ora Checco Zalone è il nuovo mito della destra, pare. Godereccia, simpatica, che si prende in giro, che schiaccia profondamente il radical chic di sinistra. Intanto il radical chic di sinistra si schiaccia da solo ed è ormai soffocato dalla sciarpina lungo le spalle e il maglioncino di cashmere, la destra invece è morta e soffocata dalla feste goderecce di Berlusconi. Per cui qual è il motivo di questa inutile bagarre sullo schieramento politico dei registi o degli attori?

E la frase famosa di anni fa quando Nanni Moretti girotondava: “con questa maggioranza non vinceremo mai” . Bene. Forse è il caso di allargare gli orizzonti. Con questo cinema non vinceremo mai (compresi i registi etc etc che si fanno la guerra a chi è più bello) e nemmeno con questa stampa che fa di tutto per ridurre il cinema verso la mediocrità totale. Estremismo cinematografico quasi. Ad esempio se ti piace Michelangelo Antonioni non puoi ridere con Checco Zalone. Il problema non è Checco Zalone, il problema sono le persone che pensano che un film come quello di Zalone possa rappresentare l’intero cinema italiano. Sarebbe bellissimo a questo punto per accontentare tutti che Paolo Sorrentino dirigesse Checco Zalone che sotto un remix di Felicità di Al Bano e Romina fa scoppiare tutti i cinema italiani come le case di Zabriskie Point mentre Nanni Moretti con la vespa vaga intorno alle macerie…del cinema italiano.

Graziella Balestrieri

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