The Gallows – L’Esecuzione

  • Anno: 2015
  • Durata: 116'
  • Distribuzione: Warner Bros Italia
  • Genere: Horror
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Chris Lofing, Travis Cluff
  • Data di uscita: 19-August-2015

Sinossi: Venti anni dopo un incidente che ha causato la morte dell’attore protagonista durante una rappresentazione teatrale scolastica, degli studenti della stessa scuola decidono di rimettere in scena quell’opera, in un maldestro tentativo di onorare l’anniversario della tragedia. Disgraziatamente, si scoprirà che forse alcune storie sarebbe stato meglio non rianimarle

Recensione: Ci sono voluti ben due registi, Travis Cluff e Chris Lofing, per dirigere un film così scarso? Purtroppo sì. Colonia dell’America lo siamo proprio in tutto e importiamo qualsiasi cosa che gli statunitensi producano, inclusi prodotti cinematografici orrendi come The Gallows. Siamo ben lontani dall’accoppiata composta da Daniel Myrick ed Eduardo Sanchez, che nell’ormai lontano 1999 diede vita a The Blair Witch Project, con il quale si consacrò il genere dei “falsi documentari”. Da quel momento in poi, abbiamo avuto molte pellicole di questo tipo, sovente non eccezionali, e in certi rari casi invece eccellenti: ad esempio, Cloverfield (2008) di Matt Reeves. L’unico favore che potremmo fare a un film come The Gallows sarebbe quello di non parlarne affatto. Tuttavia, la professione ci impone di commentarlo.

Dicevamo che si tratta di un mockumentary, purtroppo fatto assai male, con troppe cesure nelle riprese, le quali finisco per rovinare questo particolarissimo genere di film, che di per sé non presenta mai una narrazione facilmente intelligibile. In The Gallows si ripropongono pedissequamente formule vecchie di quindici anni, affidandosi a trucchetti scontati per spaventare il pubblico. Addirittura, in varie occasioni non si capisce nemmeno quale telecamera stia riprendendo, davvero un “reato” per un mockumentary, visto che nel film se ne utilizza più di una. Ecco, questa avrebbe potuto essere una innovazione per questa tipologia filmica, se solo la regia fosse stata affidata a degli autori di talento. Ragion per cui, benché ci auguriamo che questo horror da quattro soldi venga dimenticato quanto prima, speriamo però che qualche cineasta degno di questo nome possa riprendere almeno lo spunto di girare un mockumentary, utilizzando più di un dispositivo di ripresa, così da cimentarsi con molteplici piani narrativi. Certo, non si tratterebbe di una impresa semplice, ma a nostro modesto parere ne varrebbe comunque la pena.

Dire che sconsigliamo la visione di questo film sarebbe un eufemismo. Siamo abituati agli scialbi horror estivi, ma francamente a tutto c’è un limite. Perché buttare via di questi tempi del prezioso danaro, per sottoporsi al dolore quasi fisico provocato da una storia talmente lenta, da stemperare persino quei pochissimi momenti di paura che offre? Per non parlare poi delle diverse scene inutili al fine della diegesi,

Tirando le somme, l’unico elemento di interesse che possiamo trarre da questa pellicola è la riprova della volgarità degli odierni teenager americani; il problema è che pure quelli nostrani non sono oggi da meno in fatto di stupidità e piattume. Se persino tra gli addetti ai lavori in sala, durante l’anteprima stampa, si è sollevato più di uno sbuffo – cosa drammatica, giacché si tratta di un cosiddetto “film di paura” – non osiamo immaginare le reazioni di un pubblico pagante. Ancora una volta si conferma la nostra, personalissima sia chiaro, teoria che il genere horror cinematografico abbia esaurito quasi completamente la sua vena creativa.

Riccardo Rosati

Utlima modifica: 20 Agosto, 2015



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