Aria

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Quando il cinema indipendente decide di mostrare la realtà sociale che ci circonda, è spesso la periferia della grande città che viene presa in considerazione. Nel corto girato da Claudio Noce è la periferia romana quella inquadrata; Tor Bella Monaca è protagonista della pellicola al pari del timido ed insicuro Giorgio, ragazzo alle prese con sofferenze famigliari e problemi di integrazione con i coetanei, costretto ad affrontare queste difficoltà nello strano periodo della vita che è quello adolescenziale, dove l’abbraccio di una madre e la parola di un padre posso significare tanto o niente.

La gabbia costituita dagli alti palazzi, gli edifici semi-distrutti o abbandonati, le strutture metalliche logorate dal tempo che rappresentano minaccia e protezione per gli abitanti del quartiere, costituiscono la cornice di questa storia. In questi luoghi ostili , dove la sensibilità sembra essere estranea, il “mafiosetto” interpretato da Michele Amoruso è simbolo di sicurezza e potere; è la delinquenza che porta rispetto e considerazione, la stessa che vorrebbe avere Giorgio con i suoi coetanei. La macchina da presa a mano, sempre mobile e pronta a perdersi in una sfocatura, restituisce allo spettatore una sensazione di insicurezza e instabilità, la stessa provata da Giorgio e da tanti abitanti della periferia come lui. Il corto, girato nel 2004 e vincitore del David di Donatello e del Nastro d’Argento, è una piccola perla tra i corti italiani. Non resta che aspettare il lungometraggio, attualmente in lavorazione, del promettente Claudio Noce.

Vittorio Antonacci

Scritto da il feb 17 2010. Registrato sotto CORTOMETRAGGI, INDIE. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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