Zack e Miri – amore a primo sesso

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Debiti, bollette da pagare e neppure un quattrino per rimediare. Zack e Miri, amici da sempre, vivono sotto lo stesso tetto e si trovano in questa spiacevole situazione. La cittadina di Monroeville, nella gelida Pennsylvania, non offre loro particolari chance per risollevarsi da tale stato finanziario. Ma forse una soluzione c’è: interpretare – da protagonisti – un porno, settore audiovisivo lussurioso che non conosce crisi finanziarie e che remunera più che facilmente. Quella che potrebbe sembrare un’idea balzana e fuori da qualsiasi orizzonte d’azione fra individui comuni pare però convincere i due nel perseguire un simile progetto filmico, intento che da anche la cifra del livello di disperazione dei coinquilini. Zack e Miri, che alternano lavori in un bar a serate alcoliche e futili, dunque si decidono, e sul set del più anaffettivo dei mondi cinematografici scopriranno che tutto è possibile, anche l’amore.

La distribuzione italiana ce ne ha messo un po’ per arrivare alla terzultima fatica del geniale Kevin Smith, autore poliedrico degli States che negli anni ’90 ha firmato veri e propri cult cinematografici fra cui Clerks (1994), Generazione X (1995) e Dogma (1999). Dopo un peggioramento qualitativo delle sue opere negli anni duemila, ma prima di Poliziotti fuori (2010) e del suo approdo all’horror-thriller con Red State (2011), c’è questo Zack e Miri – amore a primo sesso, datato 2008, e che da allora ha procurato tanti grattacapi al regista e fumettista del New Jersey più per il titolo (in originale Zack and Miri Make a Porno) che per i contenuti per nulla scabrosi che la parola “porno” poteva far intendere. Infatti Zack e Miri un porno casalingo e cialtrone lo fanno veramente, ma questo non è minimamente portatore di pornografia, oscenità o paure conservatrici simili. Anzi, è vero il contrario: i due protagonisti – la bella Elizabeth Banks già vista in Spider-Man (2002) come pure in Scrubs e Seth Rogen, il gigioneggiante attore di tante commedie fra cui il recente The Green Hornet (2011) – sul set del film a luci rosse metteranno a nudo le loro individualità, scoprendo un sentimento reciproco che li univa ancor prima che lo comprendessero e che ha convinto la distribuzione italiana a sfidare la sorte distributiva, non prima però di aver edulcorato il titolo nella sua traduzione italiana svelandone così un finale che seppur intuibile non meritava un palesamento così smaccato.

Ma poco conta, dopo tutto. Kevin Smith non è un autore di cui ci si innamora per le sue doti narrative, per i suoi colpi di scena, MacGuffin o unicità drammaturgiche. Kevin Smith lo si venera per la bellezza dei suoi personaggi, per la tridimensionalità comica, surreale e geniale che riesce a infondere a questi, per il suo estro e sapienza dialogica e l’innata maestria nel rendere reali e amabili dei loser irreali della periferia statunitense. Lo si è già visto in Clerks e Clerks II (2006), opere dalla trama assente, o in Dogma, dove questa era così mastodontica e allucinata da auto-annullarsi, fattore però che non gli ha impedito di confezionare opere con inusuali doti fascinatorie. In ciò Zack e Miri – amore a primo sesso non difetta: Smith crea situazioni immobili, sketch e gag effimeri che riescono però ad ammaliare lo spettatore per la loro brillantezza dialogica; per la robustezza e fascinazione con cui ci seducono i fiumi di parole – spesso poco pertinenti – pronunciate dai protagonisti, in cui una conversazione su un sofà può durare un’intera sequenza senza annoiare e dove anzi la suggestione e l’immedesimazione è totale. E poco male se Zack e Miri – amore a primo sesso presenta degli snodi narrativi elementari e talvolta adolescenziali; poco ci interessa se la trama – ancora una volta – è solo un pretesto per Smith per far incontrare due personaggi e farli strozzare dalle chiacchiere. Smith è questo, e ci piace per questo.

Emanuele Protano

Scritto da il mag 26 2011. Registrato sotto IN SALA. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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