In dvd il primo Lynch e l’ultimo Roeg

E’ incredibile il modo in cui, grazie al mercato dei dvd, non solo è stato possibile continuare a scoprire nel XXI secolo pellicole che nel nostro paese non arrivano in sala, come già avveniva ai tempi del vhs, ma recuperare anche titoli di culto che non ebbero diffusione neppure in videocassetta italiana.

eraserhead

Come, per esempio, Eraserhead-La mente che cancella (1977), il chiacchieratissimo esordio registico di David Lynch, che, trasformatosi in un cult dei midnight movie, Raro Video ristampa in edizione restaurata con i cortometraggi Six men getting sick (1967), The alphabet (1968) e The grandmother (1970) a rappresentare la sezione extra; oltre ad un interessante booklet – ricco di fotografie ed aneddoti sul film – incluso nella confezione.

La giusta occasione per (ri)vedere l’assurda vicenda – girata in cinque anni ed in totale economia – del meschino e insignificante piccolo-borghese Henry alias John Nance, il quale, caratterizzato da una grottesca capigliatura smisurata, si trova a dover accudire da solo il repellente feto dalla testa di coniglio scuoiato che la compagna ha abbandonato dopo aver dato alla luce.

Circa 90 minuti di visione che, immersi in uno splendido bianco e nero, da un lato lasciano quasi trasparire una certa influenza dall’Espressionismo tedesco e dal cinema surrealista di Luis Buñuel, ma dall’altro, in continuo viaggio tra l’universo mentale e quello fisico, ci invitano in maniera evidente ad ignorare del tutto l’esile trama-pretesto per sprofondare nell’avvolgente, angosciante atmosfera resa con pochissimi mezzi dal visionario autore di The elephant man (1980) e Velluto blu (1986).

Del resto, è lui stesso a spiegare: “Eraserhead è il più spirituale di tutti i miei film. Si stava sviluppando in una certa direzione e non avevo idea di cosa volesse dire. Cercavo la chiave d’accesso al significato di quelle sequenze. Qualcosa capivo, ovviamente; ma non sapevo quale fosse il cemento che teneva insieme l’intero film. Così tirai fuori la Bibbia e iniziai a leggerla. Un giorno lessi una frase. Chiusi la Bibbia: era fatta. Fine del discorso. Allora vidi il film come un tutt’uno. La frase completò questa visione al posto mio, al cento per cento. Penso che non rivelerò mai quale fosse quella frase”.

puffball

E, rimanendo in tema di autori della settima arte che sfuggono alle regole classiche della narrazione su pellicola, non possiamo fare a meno di parlare dell’ultima fatica dell’inglese classe 1928 Nicolas Roeg: Puffball-L’occhio del Diavolo (2007), che 01 Home Entertainment lancia direttamente in dvd sotto il marchio Bim.

Ne è protagonista la Kelly Reilly di Sherlock Holmes (2009) nei panni di Liffey, la quale, in cerca di una nuova serenità e stanca della città e del suo opprimente capo, interpretato dal mitico Donald Sutherland, decide di ritirarsi in campagna con il fidanzato per restaurare un vecchio cottage malmesso.

Da qui, attraverso lenti ritmi di narrazione, l’autore di A Venezia… un dicembre rosso shocking (1973) costruisce un clima malsano destinato ad avvolgere la donna, che, rimasta incinta, vede la sua gravidanza rendere inquieti gli abitanti del paese; su tutti, i membri della famiglia Tuckers.

Tra incubi e realtà, infatti, la creatura che porta in grembo sembra essere minacciata da Mabs Tucker alias Miranda Richardson e sua madre, le quali, ad insaputa di Liffey, sono dedite alla stregoneria.

Con quei dettagli “pornografici” di cui, forse, risulta inutile chiederci il perché della presenza, tenendo in considerazione il fatto che ci troviamo dinanzi al ritorno al lungometraggio cinematografico per uno dei più anarchici registi del XX secolo, assente sul grande schermo dai tempi di Oscuri presagi (1991).

Francesco Lomuscio

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