Miral di Julian Schnabel (Venezia 67esima edizione)

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Julian Schnabel ha sviluppato nel tempo uno stile registico che, per quanto profondamente intimista, ha un preciso registro stilistico, con una dimensione tecnica specifica, pensata per trasmettere in maniera totale l’esperienza dei personaggi. Lo Scafandro e la farfalla ha portato al parossismo questo concetto e ha delineato definitivamente lo stilema del regista.

Adesso, partendo dal romanzo/biografia di Rula Jebreal, “La strada dei fiori di Miral”, Schnabel realizza una pellicola fondamentale dal punto di vista politico, pur mantenendo come primo obiettivo quello di raccontare delle storie umane. Seguiamo la vicenda di Miral, attraverso quella della sua tutrice, della madre, della donna mentore della madre e della stessa ragazzina palestinese che cresce credendo nella causa del suo paese, ma viene salvata dalla gente che la ama.

Il viaggio umano di Miral è profondamente radicato nei Territori Palestinesi e nell’umanità che la circonda. È fondamentale questo aspetto perchè il film riesce a far affezionare ai personaggi in maniera tale da inglobare anche la realtà in cui vivono. Un traguardo raggiunto perfettamente.

Gianluigi Perrone

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